‘Giardini panteschi’, Legambiente punta sulla replica di tali esperienze

Un manufatto di forma cilindrica realizzato a secco con pietre nere e una minuscola apertura, così bassa che per entrare è necessario chinare il capo. Dentro un solo albero, un agrume custodito gelosamente al riparo dalle intemperie, dal gelo e dal vento, cresciuto grazie al microclima che si crea all’interno e all’umidità che la strana costruzione riesce a trattenere. È questo il giardino pantesco, uno dei più singolari manufatti rurali dell’isola di Pantelleria che rappresenta un laboratorio secolare che ha affinato tecniche agricole e costruttive che hanno saputo fare tesoro della scarsità della risorsa idrica e di eventi climatici estremi.

Nell’ambito della campagna Bellezza Italia, Legambiente e il Gruppo Unipol, grazie alla collaborazione dell’ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria e del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Forestali dell’Università degli Studi di Palermo, hanno censito gli oltre 400 giardini presenti sull’isola: un lavoro unico e completo che ha restituito una preziosa mappa con foto, descrizione, georeferenziazione e stato di conservazione dei giardini.  Alcuni di questi, per tipologia e localizzazione, sono stati ora inseriti in un itinerario di scoperta per apprezzare l’isola da prospettive insolite e particolari. Oggi una passeggiata per presentare il lavoro di Legambiente e del Gruppo Unipol, lungo alcuni giardini panteschi presenti nella valle di Monastero.

“Lo studio dei giardini panteschi è particolarmente importante in tempi di cambiamenti climatici perché da circa due secoli questo tipo di costruzione protegge da condizioni di particolare siccità  e assicura un microclima che consente la vegetazione degli agrumi, le piante che tradizionalmente vengono coltivate all’interno. Lo ha detto Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente -. Queste esperienze sono di grande interesse perché abbiamo bisogno di diffondere buone pratiche di agricoltura e gestione del territorio capaci di adattarsi a un clima che sta già cambiando – ha concluso il numero due di Legambiente-”.