“Game Over”, numerose condanne, 16 anni a Nania. Estraneo ai fatti dipendente di banca

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Prima era stato arrestato, poi rimesso in libertà il 22 febbraio scorso, quindi è stato licenziato da Banca Intesa e infine assolto, da tutti le accuse e con formula piena, ieri dal GUP del tribunale di Palermo, Maria Cristina Sala, che ha emesso la sentenza delle 21 persone coinvolte nell’operazione Game Over, che avevano scelto il rito abbreviato. Si conclude quindi positivamente la storia di Gianpiero Rappa, borgettano di 50 anni, dipendente di Banca Intesa in servizio ad Alcamo, difeso dall’avvocato alcamese Massimo Gagliardo.Dei cinque assolti è stato l’unico ad ottenere il provvedimento favorevole integrale, senza alcun capo di accusa rimasto in piedi.

Sedici le condanne nell’inchiesta Game Over su mafia e business delle scommesse che aveva come epicentro Partinico e che vedeva imputati diversi soggetti accusati, a vario titolo, di mafia, estorsione, riciclaggio, traffico di droga e concorso in associazione mafiosa. La pena più alta, 16 anni, è stata inflitta al boss partinicese Francesco Nania che, con il suo appoggio, avrebbe favorito l’ascesa di Ninì Bacchi, altro partinicese, che con il marchio “B2875” era divenuto il re dei centri scommesse. Non solo comunque scommesse sportive on line ma anche siti di casinò gestiti da società con sede all’estero. Oltre 700 agenzie, irregolari e sprovviste di concessioni, in tutta Italia. Oltre 40 solo in Sicilia. La parte degli incassi da girare alla mafia variava tra 300 e 800 mila euro all’anno. Bacchi però è sotto processo in ordinario e la sua posizione è stata stralciata.

L’inchiesta è stata coordinata dalla pm della Dda Amelia Luise, Annamaria Picozzi e Roberto Tartaglia. Le altre condanne sono andate a d Antonino Pizzo 13 anni, Benedetto Sgori 12 anni e 2 mesi, Antonio Lo Baido 12 anni, Devis Zamgara 4 anni, Gerardo Antonio Orvieto Guagliardo 8 anni e 6 mesi, Giuseppe Gambino 3 anni e 4 mesi, Alessandro Acqua 2 anni mentre Giuseppe Lo Bianco due anni due mesi e 20 giorni,  Marco Cannatella 1 anno e 10 mesi, Marco e Vincenzo Corso un anno e 4 mesi ciascuno, Salvatore De Simone, 2 anni e 8 mesi, Davide Di Benedetto un anno e 4 mesi, Antonio Mollisi un anno e 4 mesi, Ferdinando Chifari 10 mesi, Fra gli assolti, oltre a Gianpiero Rappa anche l’imprenditore Alfredo Cannone, Carmelo Garruzzo, Antonino Lo Piccolo e Sebastiano Vinciguerra.