Biciclette sparita, casco, scarpe, zainetti e attrezzatura personale rubati venti minuti prima della gara: sarebbe bastato a scoraggiare chiunque. Non Marianna La Colla, l’unica alcamese convocata nella Rappresentativa Siciliana alla Coppa delle Regioni di Triathlon, iniziata il 4 ottobre a Roma, nel quartiere Eur. Con una determinazione da veterana, Marianna ha contribuito a portare la Sicilia sul podio, conquistando il terzo posto nella staffetta senior e il settimo posto nella staffetta Master, un risultato eccellente su 70 squadre provenienti da 21 regioni italiane.
Il furto ha colpito duramente la squadra: il valore stimato del materiale sottratto era di circa 8mila euro a testa, senza contare il peso emotivo dei ricordi legati a ogni casco, ogni paio di scarpe, ogni bici e ogni maglia, tra cui quella della Nazionale Italiana con cui La Colla aveva gareggiato nel 2019. Marianna ha gareggiato con biciclette in prestito e scarpe di una misura e mezza più piccola: «La prima curva è stata da panico», racconta sorridendo tra il sollievo e la tensione, ricordando i momenti più critici della gara. La competizione, riservata a categorie divise per età consisteva in una gara Sprint, cioè 750 metri a nuovo e a seguire 20 chilometri di bici e 5 chilomentri di corsa. Che sarebbe già abbastanza per mettere sotto pressione chiunque. Ma gli atleti siciliani hanno dovuto affrontare uno stress psicologico maggiore, soprattutto i più giovani, costretti a condividere l’attrezzatura, e ad adattarsi a condizioni impreviste. Nonostante ciò, la squadra ha sfoderato una prova brillante: la staffetta senior ha chiuso al terzo posto, mentre la master si è piazzata settima, a soli 15 secondi dal quarto posto, dimostrando che la Sicilia può competere alla pari con le regioni più forti.
Marianna, unica alcamese della formazione, ha ricevuto i complimenti dei compagni e delle altre squadre, confermando che il talento e la passione non si fermano davanti agli imprevisti. «Penso che ci vorrà tempo per dimenticare ciò che ci è stato rubato, perché il danno emotivo è di gran lunga maggiore di quello economico» -racconta l’atleta- “Mi aspetta un 2026 ricco di gare importanti nazionali e internazionali. Mi riprenderò ciò che mi è stato tolto”.