Fuga di notizie in favore di Messina Denaro, Cassazione annulla scarcerazione di Vaccarino

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La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva disposto la scarcerazione dell’ex sindaco di Castelvetrano, Tonino Vaccarino, originario di Corleone ed ex democristiano, arrestato ad aprile con l’accusa di favoreggiamento aggravato alla mafia. È stato dunque accolto il ricorso della Procura di Palermo. Vaccarino è coinvolto in una indagine che ha svelato una rete di talpe tra ufficiali dell’Arma che avrebbero passato informazioni segrete su inchieste a carico del boss latitante Matteo Messina Denaro.

Oltre all’ex sindaco di Castelvetrano, furono arrestati l’ufficiale dei carabinieri Alfio Marco Zappalà, accusato di rivelazione di notizie riservate, e l’appuntato Giuseppe Barcellona, che risponde di accesso abusivo al sistema informatico. Secondo i magistrati, Barcellona, addetto a trascrivere i contenuti delle intercettazioni disposte nell’ambito della cattura del boss latitante Matteo Messina Denaro, avrebbe passato a Zappalà, funzionario della Dia di Caltanissetta, un verbale di conversazioni tra due indagati in cui si faceva riferimento a dinamiche interne alla famiglia mafiosa di Castelvetrano.

Non è accertato se la fuga di notizie abbia riguardato anche la parte del dialogo relativa a un possibile covo di Messina Denaro. Zappalà a sua volta avrebbe girato l’intercettazione all’ex sindaco di Castelvetrano Vaccarino che l’avrebbe data al boss Vincenzo Santangelo, condannato per mafia in passato in un processo in cui era imputato anche l’ex sindaco. Zappalà ha chiesto il processo abbreviato, mentre le posizioni di Vaccarino e Barcellona sono al vaglio del gup. Secondo i giudici del Riesame, la cui decisione è stata annullata dalla Cassazione, non ci sarebbe stata la prova dell’intenzione di Vaccarino di favorire il boss.