Forum ‘Acqua Bene Comune’ scrive ai sindaci del trapanese: “Sospendere servizio SiciliAcque”

Il Forum siciliano ‘Acqua e Beni Comuni’ ha inviato una lettera aperta ai sindaci della provincia di Trapani affinché chiedano la sospensione dell’affidamento dell’erogazione a Siciliacque e intraprendano una seria riflessione sul futuro del bene comune primario.

“Sono trascorsi sei anni dalla approvazione della legge regionale sulla gestione delle risorse idriche in Sicilia – scrive il Forum – che sancisce il no-profit sull’acqua ma sindaci del trapanese non hanno ancora  aggiornato il piano d’ambito e individuato la forma di gestione unica provinciale del servizio idrico integrato. Non stupisce – continua il Forum Acqua Bene Comune – che la Regione abbia prospettato ai primi cittadini dei comuni forniti dall’ex EAS di affidare per tre anni la gestione a Siciliacque. Dopo aver tentato di accollare la gestione delle reti direttamente ai comuni ed avere perso innanzi al TAR su ricorso dei sindaci, la Regione ci riprova. Ricordiamo – prosegue la lettera aperta del Forum – che Siciliacque è partecipata per il 25% dalla Regione e per il restante 75% in mano alla multinazionale francese Veolia”.

L’associazione che si batte per l’acqua ha anche precisato, nella missiva inviata a tutti i sindaci della provincia di Trapani , che le tariffe praticate da Siciliacque, 70 centesimi a metro cubo, sono state dichiarate illegittime dal TAR e pochi giorni fa anche dal CGA, nonché dalla stessa autorità nazionale ARERA. La privatizzazione del sovrambito idrico è stato un disastro per tutta la Sicilia e sarebbe un vero sfregio alla democrazia, affidare al privato per eccellenza, Siciliacque, anche solo in via temporanea il servizio idrico.

Quello che chiediamo a tutti i sindaci siciliani ed ai sindaci  del trapanese in particolare – conclude il Forum Acqua Bene Comune – è di rispettare la legge vigente. Occorre quindi che all’interno dell’Assemblea Territorialie Idrica i primi cittadini – conclude il Forum – deliberino per la gestione interamente pubblica e partecipativa e che individuino, come ha già fatto l’ATI di Agrigento, una Azienda speciale consortile quale soggetto gestore d’ambito di proprietà di tutti i comuni. Ai sindaci chiediamo con forza di sospendere la decisione sulla soluzione prospettata dalla Regione, l’affidamento del servizio a Siciliacque.