Gli uffici della Regione Siciliana sono al lavoro per consentire che i corsi di istruzione e formazione professionale per l’assolvimento dell’obbligo scolastico possano partire il prossimo 15 settembre, quando tutti studenti degli istituti scolastici della Sicilia rientreranno in classe per l’avvio del nuovo anno scolastico. Lo precisa il dipartimento regionale dell’Istruzione, dell’università e del diritto allo studio, che in merito alle dichiarazioni di Federterziario, sottolinea come proprio oggi, «è stata pubblicata nel sito istituzionale della Regione la graduatoria provvisoria dei corsi Iefp per l’assolvimento dell’obbligo scolastico». Gli ammessi sono stati 263, di cui 23 con riserva, 2 gli esclusi. – si legge in una nota – Per quelli ammessi con riserva è stato previsto che entro 7 giorni gli enti potranno presentare i nulla osta rilasciati dalle scuole ai ragazzi, come stabilito dal bando della Regione, che ha avuto il plauso di tutte le organizzazioni datoriali». «Inoltre, come concordato ufficialmente con l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia e comunicato a suo tempo a tutti i dirigenti scolastici – specifica il dipartimento regionale – i presidi potranno provvedere, a seguito della pubblicazione di questi primi elenchi, al rilascio degli ultimi nulla osta».
Ma è polemica. Decine di enti di formazione professionale sono stati ingiustamente esclusi, non per carenze progettuali o mancanza di requisiti, ma per il solo fatto che alcune scuole statali hanno rifiutato illegittimamente di rilasciare i nulla osta richiesti dai genitori per il trasferimento dei propri figli nei percorsi di istruzione e formazione professionale”. Lo scrive, in una nota, l’organizzazione datoriale del settore della formazione professionale in Sicilia, Federterziario, denunciando quanto accaduto con la pubblicazione delle graduatorie delle annualità 2025/2026 da parte della Regione Siciliana. “La Regione – prosegue – anziché tutelare le famiglie e garantire la libera scelta educativa sancita dalla Costituzione e dalla legge regionale, ha scelto di legittimare tale abuso, penalizzando gli enti e, soprattutto, centinaia di studenti che si vedono negata la possibilità di assolvere all’obbligo di istruzione e formazione nei percorsi prescelti”