Domani a partire dalle 8.30, torna l’appuntamento con la “Vendemmia della Legalità” presso il fondo agricolo del turismo rurale “Al Ciliegio” in contrada Fiumelungo. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione San Vito Onlus, vedrà la raccolta dell’uva biologica coltivata sul vigneto confiscato alla mafia e affidato alla gestione dell’organizzazione, braccio operativo della Caritas diocesana.
La vendemmia non sarà soltanto un momento di lavoro agricolo, ma anche di impegno sociale e condivisione: chiunque vorrà potrà unirsi agli operai, dalle associazioni locali ai semplici cittadini. «Partecipare alla mattinata d’impegno sociale è un’occasione di condivisione» ha sottolineato il presidente della Fondazione, Vito Puccio, invitando i volontari a presentarsi con abbigliamento comodo. Alla giornata prenderanno parte anche otto ragazzi della comunità “Miriam” di Salemi, che vivranno insieme agli altri volontari l’esperienza di una vendemmia speciale, simbolo di riscatto e riutilizzo sociale dei beni sottratti alla criminalità. In mezzo al vigneto sorge l’ex casolare, oggi trasformato in ristorante con cucina tipica siciliana, ulteriore testimonianza del percorso di valorizzazione del bene confiscato. La vendemmia si concluderà con una colazione rustica condivisa tra operai e volontari, per celebrare insieme i frutti del lavoro e della legalità. E nell’alcamese aperte le cantine per un rito secolare che riguarda la lavorazione dell’uva della quale gli alcamesi sono veri maestri. Oggi utilizzate le vendemmiatrici meccaniche per le quali sono stati adeguati i campi. In piena attività le cantine sant’ Antonio, Fiumefreddo e san Francesco di Paola. La coltivazione dell’uva e il fattore economico principale della città di Alcamo, dove è buono lo stato di salute dell’ economia e lo dimostra l’attività edilizia.