Fine dei precari all’IPAB Pastore e San Pietro, superato periodo di prova. Giuliana soddisfatto

a sinistra Vito Giuliana

A conclusione del 2020, anno che celebra il 150° anniversario della fondazione ad Alcamo della Pia Opera Pastore (poi nel 1871 la nascita delle Figlie di Maria), il personale in servizio presso l’Ipap Opere Riunite Pia Pastore e San Pietro, è definitivamente uscito dal precariato. Il commissario straordinario dell’ente, il partinicese Vito Giuliana, è riuscito a completare l’iter che ha portato, agli albori del 2021, all’entrata in servizio dei dipendenti a tempo indeterminato. Sedici lavoratori del pio istituto di assistenza e beneficenza lo scorso 25 giugno, data dal forte significato storico, avevano sottoscritto i contratti a tempo indeterminato, provvedimenti necessari alla stabilizzazione. Qualche giorno fa sono  quindi scaduti i termini per il superamento del periodo di prova, mettendo quindi definitivamente fine alla parola precariato.

I lavoratori dell’Ipab Riunite Pastore e San Pietro potranno adesso guardare al futuro con serenità e maggiori certezze uscendo dal tunnel, quello spesso minato del lavoro precario, durata più di 15 anni. Nessun onere economico sarà comunque a carico del bilancio dellL’IPAB che, per le stabilizzazioni, percepirà fino al 2038 il contributo da parte dell’Assessorato regionale al lavoro e alle politiche sociali. “Nonostante le infinite priorità legate all’emergenza coronavirus – ha detto il commissario straordinario Vito Giuliana – l’ipab non ha mai interrotto l’adozione di tanti altri provvedimenti di estrema necessità come quello della stabilizzazione che consente di dare serenità ai dipendenti e alle loro famiglie. Un meticoloso lavoro compiuto anche grazie all’equipe dell’area risorse umane – ha concluso Giuliana – che ha potuto chiudere un quel precariato costretto a continui rinnovi”.