Festa dell’uva, ad Alcamo per ricordare la civiltà contadina

E’ uno degli eventi più importanti di Alcamo d’estate 2025 L’evento è in programma il 9 agosto. Si tratta della decima edizione di “C’era una volta la festa dell’uva”. La macchina organizzativa, presieduta da Vincenzo La Colla, gira a tutto regime perché la manifestazione richiede tanto impegno. Tanti sacrifici. Tante difficoltà da superare. Tale iniziative affondano le sue radici nel tempo. Poi caddero nel dimenticatoio in nome di un modernismo che non conserva la memoria, che va salvaguardata e trasmessa ai giovani. La Festa dell’uva, con giornata nazionale da celebrare il 28 settembre, venne indetta nel 1930 dal regime fascista in anni durante i quali l’agricoltura, fonte principale di reddito per tantissimi italiani, si dibatteva in una crisi profonda.

Negli anni ‘30 si svolsero anche ad Alcamo, per circa sei anni, Feste dell’uva. Poi interrotte a causa della Seconda guerra mondiale. All’inizio degli anni ’50 una Festa del vino nello spiazzale di quella che fu l’arena Garden di Alcamo, oggi sede del Collegio dei gesuiti dove si svolgono tante attività, venne promossa dalla lungimiranza dell’imprenditore Riccardo Sandias il primo ad avere imbottigliato il vino nella sua azienda della via Cernaia. Partecipò a diverse fiere, tra le quali una a Milano. La lungimiranza dell’ingegnere Sandias non venne seguita e solo da pochi anni sono nate, nell’Alcamese, decine di etichette. Per la festa dell’uva  la sfilata dei carretti partirà dal castello il pomeriggio alle 17 per imboccare poi la via Santissimo Salvatore, viale Europa, Viale Italia, corso VI Aprile e piazza Ciullo, la pigiatura dell’uva con i piedi, con il mulo e mostra di oggetti della civiltà contadina il tutto allietata da un gruppo folk.