Favignana, Multe e forniture d’acqua Sindaco ai domiciliari e 24 indagati

Centrato il poker in provincia di Trapani. Ma certo non c’è da stare allegri perché parliamo dell’ennesima sconfitta in questa estate nera della Sicilia. Un altro sindaco è finito nel mirino di un’inchiesta che lo ha portato stamane agli arresti domiciliari. Dopo Castellammare, Paceco ed Erice in cui sono indagati, a vario titolo, i primi cittadini ecco che a venire travolto un altro sindaco che in campagna elettorale, due anni fa, avrebbe dato, secondo le indagini,  direttive di non fare multe ai commercianti. Ai domiciliari il sindaco di Favignana Giuseppe Pagoto, che venne rieletto. Ma dopo le elezioni, secondo le indagini della Guardia di finanza, coordinate dalla Procura di Trapani, ci sarebbe stata una resa dei conti. Chi non lo avrebbe votato o osteggiato sarebbe stato punito con multe salate. Questo racconta l’indagine che ha portato il primo cittadino dell’isola  agli arresti domiciliari. E’ accusato di corruzione, abuso d’ufficio, falso, frode in pubbliche forniture, truffa, per una lunga serie di episodi emersi dalle intercettazioni. L’inchiesta è nata da un sposto anonimo ben documentato, le intercettazioni avrebbero svelato un “quadro di generale e diffusa illeicità al Comune”, scrive l’accusa. Gli indagati sono   complessivamente 24. Ai domiciliari sono finiti anche il comandante dei vigili urbani dell’isola, Filippo Oliveri, l’ex vice sindaco Vincenzo Bevilacqua e Antonia Vittozzi, dipendente della società che si occupa dell’approvvigionamento idrico della isola. Dalle indagini sarebbe emersa una maxi frode: le navi avrebbero scaricato una quantità inferiore di acqua potabile rispetto a quella segnata nei documenti ufficiali.  Viene ipotizzato un danno erariale di circa 2 milioni di euro.