Fallimento ‘AcquaSplash’di Mazara del Vallo, chiesti 4 rinvii a giudizio per reati finanziari

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Bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Con queste accuse la Procura di Marsala ha chiesto il rinvio a giudizio degli amministratori del parco acquatico di Tre Fontane, l’Acquasplash di Campobello di Mazara. Quattro le persone coinvolte: Carmelo Gianni Livigni, Rosa Leone, Nicola Caruso e Alfredo Galbo mentre una quinta, Epifanio Napoli, è deceduta nel corso delle indagini preliminari.

L’udienza preliminare davanti al Gup di Marsala per decidere sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla procura è fissata per il prossimo 4 novembre. Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero distratto l’intero complesso aziendale e senza contropartita dalla Acquasplash srl alla New Acquasplash, oltre che liquidità di cassa appartenenti alla stessa società. In questa maniera sarebbe stato causato un danno patrimoniale rilevante e aggravato notevolmente il deficit fallimentare. Giannilivigni, Leone, Caruso, Galbo, Napoli, così facendo avrebbero, peraltro, compiuto atti fraudolenti sui beni della Acquasplash per sottrarsi al pagamento delle imposte».

Gli imputati avrebbero, poi, sottratto parte delle scritture contabili della società fallita, così impedendo, sempre secondo l’accusa, la ricostruzione del patrimonio della stessa società andata in fallimento. Insomma il tracollo finanziario dell’Acquasplash sarebbe stato provocato «attraverso operazioni dolose, consistite nella progressiva omissione del pagamento delle imposte». L’indagine, delegata congiuntamente alla Direzione investigativa antimafia di Trapani e alla sezione di pg della Guardia di finanza presso la Procura di Marsala, nel maggio 2022 aveva portato al sequestro preventivo, per un valore di 450 mila euro (fra denaro, quote societarie, beni mobili e immobili), nei confronti degli imputati. Successivi accertamenti fecero emergere un deficit fallimentare complessivo di ben due milioni e 400mila euro. L’udienza preliminare davanti al Gup di Marsala per decidere sulle richieste di rinvio a giudizio è fissata per il prossimo 4 novembre.