Nuovo capitolo giudiziario per Maurizio De Simone, ex patron del Trapani Calcio. Il 45enne è stato sottoposto a arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico, mentre l’avvocato Alessandro Gammieri deve presentarsi quotidianamente alla Polizia Giudiziaria e il commercialista Antonio Gammieri è stato interdetto dall’esercizio della professione per un anno.
Le misure cautelari sono state emesse dal Gip Luca Gaspari a seguito degli interrogatori preventivi nell’ambito dell’inchiesta sul crac dell’Us Pistoiese 1921, con accuse di bancarotta fraudolenta, emissione e utilizzo di fatture false, compensazione di crediti fiscali inesistenti e appropriazione indebita. L’indagine, coordinata dalla Procura di Pistoia e dalla Guardia di Finanza, aveva già portato a un sequestro preventivo di circa 1milione e 700mila euro nei confronti della dirigenza della società sportiva. Ora, con le ordinanze personali, De Simone affronta la misura più stringente.
De Simone, già detenuto dal marzo scorso in un’altra indagine su fittizi crediti d’imposta per oltre 30 milioni di euro legati al bonus facciate, si trova nel frattempo ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Avellino a seguito di un ictus. Il manager sportivo, noto per precedenti vicende giudiziarie nel mondo del calcio, era stato arrestato più volte per autoriciclaggio, appropriazione indebita ed evasione fiscale. Le indagini hanno ricostruito come, durante la sua presidenza del Trapani Calcio, De Simone avesse svuotato le casse della società, utilizzando parte dei proventi illeciti per coprire obblighi di natura regolamentare, senza rafforzare la squadra. In quella indagine, che risale al 2020 emerse che De Simone era beneficiario del reddito di cittadinanza, circostanza che portò gli investigatori a denunciarlo anche per truffa aggravata ai danni dello Stato.