Il Tribunale del Riesame di Palermo ha fissato per il prossimo mercoledì l’udienza per discutere il ricorso presentato dagli avvocati dei due alcamesi arrestati dai carabinieri con l’accusa di estorsione e porto abusivo di armi od oggetti atti a offendere.
Sono finiti in carcere : Francesco Domingo, 42 anni, difeso dall’avvocato Antonino Vallone e Abes Alessandro, 32 anni, al quale sono stati concessi i domiciliari, assistito dall’avvocato Anna Fundarò.
I difensori mirano a “alleggerire” la posizione dei loro assistiti rispetto ai provvedimenti cautelari. Nel frattempo, i magistrati hanno disposto l’esame dei contenuti dei loro telefoni cellulari per approfondire le indagini.
La vicenda delle estorsioni è emersa grazie al coraggio del titolare dell’Interpoint di corso San Francesco di Paola, non appena è venuto a conoscenza delle “visite” dei due pregiudicati nel centro scommesse gestito da un suo impiegato. I due si sarebbero presentati nell’Interpoint in almeno sei occasioni per chiedere somme di denaro.
Secondo i difensori degli indagati, si tratterebbe di richieste di piccole somme (20-30 euro) effettuate senza minacce. Tuttavia, le indagini sembrano indicare una versione dei fatti ben diversa, tanto da aver portato la Procura a emettere provvedimenti cautelari.
Infatti, come riferiscono i carabinieri, l’attività investigativa ha permesso di documentare che dal 18 al 24 settembre scorsi, i due indagati si sarebbero recati, in sei diverse circostanze, presso l’attività, prelevando contanti dalla cassa per un totale di oltre 500 euro e arrivando a minacciare titolare e dipendenti anche con un’ascia.
Espletate le formalità di rito successive all’arresto, il 42enne è stato tradotto presso il carcere di Trapani, mentre il 32enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Entrambi i pregiudicati risulterebbero legati al giro dello spaccio di droga e hanno un lungo curriculum nei fascicoli dei carabinieri e della polizia.