Estorsione ai danni di un ristorante di Genova, arrestati il “pentito” Calcara e un partinicese

Dopo essersi più volte vantato di essere un boss, divenne collaboratore di giustizia ma la sua figura e la sua credibilità sono sempre state controverse. Adesso Vincenzo Calcara, castelvetranese di 63 anni, che pochi giorni prima della strage di via D’Amelio aveva parlato con Paolo Borsellino, è stato arrestato a Genova, dalla polizia, per estorsione. Insomma, sarebbe il caso di dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio. L’uomo, che ebbe un ruolo determinante nel primo arresto di Tonino Vaccarino, è stato sorpreso a mettere a segno l’estorsione assieme ad un giovane di Partinico, Santo Cangialosi di 24 anni.

Calcara aveva filmato col cellulare un topo che entrava dentro un noto ristorante self service del centro genovese. Poi, dopo alcuni minuti, insieme al suo complice partinicese che ha precedenti per ricettazione, si è presentato dal titolare chiedendo un pasto gratis, altrimenti avrebbe diffuso il video. Il gestore li ha quindi invitati a tornare l’indomani. Calcara e Cangialosi si sono quindi presentati, hanno mangiato ma, dopo la consumazione, hanno chiesto denaro. Il giovane ristoratore ha messo in una busta 150 euro che però i due non hanno ritenuto sufficienti. A quel punto è intervenuto lo zio del ragazzo, socio del ristorante, che ha chiamato la polizia. Per i due estorsori è scattato l’arresto, perché colti in flagranza di reato in quanto avevano ancora in mano la busta con i soldi.

Nella storia della mafia Vincenzo Calcara riveste un ruolo non certo secondario anche se alcune sue rivelazioni sono state anche definite poco attendibili. Secondo quanto aveva raccontato lo stesso castelvetranese, a metà degli anni ’80 era proprio lui il boss incaricato di uccidere Paolo Borsellino con un fucile di precisione. Poi però decise di raccontare tutto proprio alla vittima designata, Borsellino, e di rivelare alcuni segreti delle “famiglie” di Trapani.  Quando ebbe davanti il giudice ucciso poi in via D’Amelio che lo interrogava gli disse: “Ero io quello che doveva ucciderla”.