Esame di Stato, prova di italiano da Pascolia a Segre. . In Sicilia 49.000 maturandi

Gli studenti affrontano la prova di Italiano al liceo Cavour, Torino, 20 giugno 2018 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Paure, incertezze, gioia e voglia di mettersi in gioco: sono questi i sentimenti che da sempre accompagnano gli stati d’animo degli studenti che stanno affrontando “l’esame di tutti gli esami”. La chiamano “maturità” perché è considerato l’esame di quella fase di vita che segnerà, in modo incisivo, le scelte future di coloro che sono chiamati a formare la società del domani. Momenti “particolari” non solo per maturandi, ma anche per le famiglie che, coinvolte in questo vortice di emozioni, non potranno però partecipare di persona ad assistere agli orali, a causa delle ancora necessarie prevenzioni sanitarie. Quest’anno, a distanza di due anni dal “maxiorale” adottato a causa della pandemia, sono tornati  per oltre 49.000 maturandi siciliani gli scritti in presenza.

Oggi è stata la volta della prova di italiano con la proposizione di  sette tracce di diverse tipologie: analisi e interpretazione del testo letterario, analisi e produzione di un testo argomentativo, riflessione critica di tipo espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. Dalla poesia “La Via ferrata” di Giovanni Pascoli, alla “Sola colpa di essere nati” di Gherardo Colombo e Liliana Segre”, dalla novella verghiana “Nedda, Bozzetto siciliano” al discorso pronunciato alla Camera di Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica 2021. Fra le altre tracce, una riflessione sull’iper connessione a partire da un testo di Vera Gheno e Bruno Mastroianni. Ed ancora, comprensione e analisi di un testo tratto da Oliver Sacks “Musicofilia”, un ragionamento sul potere che la musica esercita sugli esseri umani ed infine un testo tratto da Luigi Ferrajoli “Perchè una Costituzione della Terra?”.

Insomma, un variegato ventaglio di scelte per gli studenti che hanno avuto a disposizione 6 ore  per lo svolgimento degli elaborati. Emozioni, paura ed incertezza accompagnano il “viaggio” verso la maturità che si concluderà, dopo le prove scritte, con  il colloquio orale nel corso del quale lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline e di aver maturato le competenze di educazione civica. Domani si svolgerà  la seconda prova scritta, diversa per ciascun indirizzo, che riguarderà una disciplina tra quelle caratterizzanti il percorso di studi.

Quest’anno la prova sarà predisposta dai singoli istituti, che potranno così tenere conto di quanto effettivamente svolto dai ragazzi durante l’anno scolastico: una giusta scelta che rende onore non solo all’importanza della scuola nella vita degli studenti, appartenenti alla società del domani, ma anche del rispetto che l’istituzione scolastica deve avere nei confronti di questi ultimi le cui menti, ci ricorda Plutarco, “non sono vasi da riempire, ma fuochi d’accendere”.