Erogazione idrica ad Alcamo in tilt, la città in ginocchio

Il grande caldo. La grande sete. Un a situazione che si ripete periodicamente nella città di Alcamo. Rubinetti a secco da sette giorni ed i turni di attesa sono destinati ancora ad allungarsi. Stamane al Bottino “accumulo” di quella poca acqua che arriva per cercare di distribuirla
domani. Per fare un esempio. Nella zona di piazza della Repubblica l’acqua è stata erogata sabato scorso. Bene che vada arriverà domenica mattina e per un paio d’ore. Dagli oltre cento litri al secondo la portata da alcuni giorni si aggira sui 40-45 litri. E’ questa la conseguenza di una serie di rotture nella condotta di Sicilacque, che fornisce una cinquantina di litri al prezzo di 69 centesimi più Iva al metro cubo. Costo annuo di oltre un milione di euro, spalmato sulle bollette degli alcamesi. Sei le rotture sulla
condotta di Siciliacque dove sono in corso le riparazioni. E in questi giorni il Comune di Alcamo è venuto incontro anche con nuove forniture in quelle contrade servite, anni fa, dall’Eas. Si tratta delle contrade Scampati, Timpe Rossi, Catanese, Bigurdo fino ad Alcamo Marina dove risiedono tutto l’anno famiglie di alcamesi. Per il caldo a tratti in tilt anche le pompe di sollevamento di contrada Cannizzaro, pozzo, in territorio di Partinico, utilizzato da oltre 25 anni e la cui conduttura è stata di recente rimessa a nuovo. Da giorni per centinaia di alcamesi è iniziata una via crucis conosciuta. Quella di recarsi al Bottino con bottiglie e bidoni per rifornirsi di acqua. Il bottino preso d’assalto anche dalle autobotti, che forniscono privati. Costo 50 euro a viaggio ma deve essere autorizzato dal Comune dopo avere verificato che il richiedente è in regola con il pagamento dei canoni dell’acqua. Durante l’estate tantissima acqua viene caricata sulle autobotti che forniscono le case di villeggiatura. Viene mene alla distribuzione alle case. L’assessore Vito Lombardo si è scusato con gli
alcamesi, ma, come spesso succede, la sua dichiarazione è incompleta. Lombardo non specifica quanta acqua è disponibile e che tipo di piano il Comune ha messo in campo per fronteggiare la gravissima emergenza di
questi giorni. La disponibilità di contrada Cannizzaro più quella di Siciliacque consente l’erogazione ogni tre giorni. E poichè la maggior parte degli alcamesi ha dotato le abitazioni di cisterne e altro, l’erogazione ogni tre giorni, non causa alcun disagio. Ma sono le rotture a mandare in tilt l’erogazione e sarebbe necessario prevenirle con controlli lungo le condutture. Intanto Alcamo in questi giorni soffre la sete proprio nel periodo in cui, a causa del caldo, aumentano i consumi e le richieste di
forniture da parte di centinaia di proprietari di case di villeggiatura. Quando tonerà l’erogazione normale oggi è difficile prevederlo. Ed è come indovinare i numeri del Superenalotto. Disagi e proteste in una città che non riesce ad uscire dalle periodiche crisi legate alla mancata fornitura di acqua.