Era tutto già scritto?

Trapani, dopo la strage di ieri, si è svegliata sicuramente avvolta dal dolore e dalla tristezza per gli avvenimenti di Via Omero. Non è un giorno come tutti gli altri. Ricostruiamo l’intera vicenda magari provando ad aggiungere alcuni dettagli. Pietro Fiorentino, 40 anni, disoccupato, secondo quanto raccontano i vicini, inviava minacce all’ex moglie, Stefania Mighali. L’uomo più volte avrebbe minacciato di uccidere sia la donna che la bambina e poi di suicidarsi. Insomma era tutto già scritto. Quell’uomo faceva sul serio. Il Procuratore Viola tuttavia precisa che la donna non avrebbe mai sporto denuncia. L’epilogo è stato tragico: Pietro Fiorentino lo ha detto e lo ha fatto. Ha ucciso l’ex mogliem la figlia di 8 anni, il cognato Hand Rindinella di 50 anni disabile e infine anche Nunzia Rindinella, la suocera di 77. Poi sale sul terrazzo e si ammazza.

Con precisione giunge l’orario della tragedia. Sarebbero state le 4 e 35. L’uomo aveva passato la notte nella casa dell’ex moglie perché da tempo voleva riconciliarsi con la sua famiglia. I corpi dei familiari, tranne quello di Hans, presentavano delle grosse ferite da taglio. Adesso sarà l’autopsia a chiarire il tutto. Nella notte gli altri abitanti della palazzina sono rientrati nelle loro abitazioni poiché esclusi pericoli strutturali.

Secondo sempre le voci dei vicini la donna ospitava a pagamento anziani e quindi la strage poteva anche avere dimensioni maggiori. Ma il Fiorentino avrebbe, sempre secondo le ricostruzioni, richiesto dei soldi all’ex moglie. Un ultimo dato che emerge dalle ricostruzioni è che il quarantenne avesse il vizio del gioco e quel lavoro di consegna pizze a domicilio spesso non gli bastava.