Si è chiusa ieri con l’assoluzione di tutti gli imputati una vicenda giudiziaria, iniziata nel 2020, nel pieno dell’emergenza covid, che per anni ha tenuto alta l’attenzione pubblica ad Alcamo e nel Trapanese. Si tratta dell’inchiesta sui tamponi molecolari covid eseguiti presso il laboratorio Emolab di Alcamo. La pronuncia dei giudici del Tribunale di Trapani mette la parola fine a un procedimento lungo e complesso, nato in un contesto sanitario e sociale straordinariamente drammatico per l’epidemia covid. Ieri due sentenze entrambe concluse con la formula del non luogo a procedere. Fabio Benedetto Di Giorgi, difeso dagli avvocati Giovanni Domenico Cicala e Tommaso Pensabene Lionti, quale rappresentante legale della società consortile “Koala” che gestiva tra gli altri il laboratorio di analisi, era accusato di frode e falso. Secondo l’accusa, Emolab avrebbe utilizzato apparecchiature già valutate non idonee per eseguire gli esami sui tamponi per rilevare la presenza del covid. Di Giorgi ha chiesto il rito ordinario.
Il gip Massino Corleo, accogliendo le tesi difensive, lo ha prosciolto e quindi non andrà a processo. Per gli stessi reati sono stati assolti la biologa Marilisa Barranca, difesa dall’avvocato Pietro Riggi, che lavora all’Emolab e Salvatore Ciacio dello steso laboratorio, assistito dagli avvocati Francesco Galati e Vincenzo Catanzaro. Entrambi hanno scelto il rito abbreviato come il medico Michele Ambene, residente in San Pietro in Casale provincia di Bologna difeso dall’avvocato Simone Sabatini. Roberto Evola, assistito dall’avvocato Vincenzo Abate così come Cristian Pipitone, e Massimiliano Terrasi, difeso dall’avvocato Giuseppe Farina, questi ultimi imputati solo di falso. Si tratta di collaboratori di Emolab della via Torquato Tasso.
L’inchiesta dei Nas scaturì nel 2020 dagli esposti di cittadini quando alcune persone segnalarono di aver ottenuto esiti negativi ai tamponi e, a distanza ravvicinata, di essere risultati positivi ai nuovi test effettuati. Col passare dei mesi, una parte della ricostruzione accusatoria venne ridimensionata: i casi ritenuti realmente “anomali” risultarono numericamente molto limitati, rispetto al volume complessivo di esami effettuati nel periodo più critico della pandemia. Nel dicembre 2023 il Tribunale del Riesame di Palermo annullò le misure interdittive, consentendo il rientro nelle attività professionali e segnando un passaggio importante nell’evoluzione del procedimento. Ieri è arrivata per tutti gli imputati l’assoluzione. Ricordiamo che nel dicembre 2020 Il tribunale del Riesame di Palermo diede ancora una volta ragione al rappresentante legale del laboratorio di analisi Emolab di Alcamo annullando anche il sequestro di computer, notebook, elenchi, note di interventi tecnici, agende ed elenchi di clienti messo a segno dai carabinieri del NAS, il 18 novembre sempre del 2020, nei locali di via Torquato Tasso. Venne quindi disposta la restituzione immediata di tutto il materiale. La vicenda si è ridimensionata piano piano e ieri sono arrivate le assoluzioni.