Emergenza rifiuti, Regione non sblocca impianti. Ad Alcamo battaglia anche con la CICLAT

La ditta Mirto, quella che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti ad Alcamo, sta provando a correre ai ripari Oggi, giornata dedicata al ritiro dell’organico, è stata infatti allestita un’altra squadra di operai per cercare di eliminare parte dell’RSU che è stato esposto dagli alcamesi martedì della scorsa settimana. In questi giorni, in molte zone di Alcamo, sono rimasti a terra anche i sacchetti della plastica e della carta. Non sarà facile smaltire il pregresso per una questione di mezzi oltre che di piattaforme in cui conferire. Rifiuti, inoltre, abbandonati dappertutto come la grande quantità di bottiglie di vetro sparpagliate in piazza Falcone Borsellino in quella che dovrebbe essere un’area aperta dedicata alle famiglie e ai bambini.

La vicenda rifiuti, in Sicilia, è quasi sempre emergenziale. In una cinquantina di comuni dell’isola l’immondizia è rimasta in strada. La Regione, ovviamente ha le sue responsabilità e ancora non riesce a sbloccare, dopo tanti proclami, due importanti opere in provincia di Trapani: la riattivazione del Polo Tecnologico di Castelvetrano e la nascita di un impianto pubblico di compostaggio a Calatafimi, in contrada Gallitello. Ovvio che anche i comuni non sono esenti da colpe. Ad Alcamo il sindaco Domenico Surdi continua a ribadire che sta pagando gli errori altrui, Qualcosa, forse si, ma anche il piano economico del servizio di raccolta dei rifiuti potrebbe avere i suoi ‘talloni d’Achille’. Insomma numero eccessivo di dipendenti a suo tempo assunti alla Aimeri e poi via via transitati nelle altre ditte, o piano troppo esigente e con risorse sotto-dimensionate?

Una querelle sempre aperta tant’è che adesso anche la Ciclat, l’azienda ravennate che si è aggiudicato l’appalto settennale, è già entrata in rotta di collisone con i dipendenti e con i sindacati. L’azienda, per rendere il servizio economicamente vantaggioso, ha infatti proposto la decurtazione dell’orario di lavoro a tutti gli operatori e il conseguente relativo taglio di tutti gli stipendi. Si parla di una riduzione del monte-ore da 38 settimanali a 30 e per l’intero organico. I sindacati sono ovviamente scesi sul piede di guerra e anzi hanno rilanciato chiedendo pure l’assunzione dei 18 dipendenti ex Energeticambiente, tagliati dalla FL Mirto e tutt’ora sostenuti dal FIS, il fondo d’integrazione salariale.

Ad onor del vero la CGIL, come fatto intendere dal segretario provinciale della funzione pubblica, Enzo Milazzo, potrebbe concedere qualcosa, non più di un’ora settimanale a testa, soltanto qualora la CICLAT dovesse assumere anche i 18 lavoratori alcamesi rimasti fermi. Pure il sindaco Domenico Surdi, su tale spinoso argomento, aveva dichiarato a suo tempo che avrebbe fatto di tutto, per salvarli, con l’avvio dell’appalto settennale. Il confronto è tutt’ora aperto e soprattutto sono attese le proposte da parte del Comune di Alcamo per ridare serenità a 18 famiglie.