È emergenza nei Pronto soccorso della provincia di Trapani, dove la carenza di personale medico rischia di compromettere la qualità dell’assistenza. Mancano circa 50 medici nei sei presidi dell’area, e agli ultimi bandi di concorso si è presentato un solo candidato, evidenziando le difficoltà a reperire professionisti disponibili a lavorare sul territorio. Già a marzo 2025 l’ASP di Trapani aveva istituito due graduatorie straordinarie, consentendo anche ai medici specializzandi del secondo anno di entrare in corsia: ad oggi sono 15, di cui 9 con contratto a tempo determinato, sempre affiancati da un tutor e destinati al ruolo solo dopo aver completato la specializzazione. Questo meccanismo, seppur utile, non basta a colmare il gap tra la domanda di assistenza e le risorse disponibili. Attualmente, nell’area emergenza-urgenza operano 73 medici, di cui solo 25 di ruolo, 4 primari e 5 con contratto a termine, a fronte di un fabbisogno molto più ampio e urgente. La mancanza di personale influisce anche sui tempi di attesa e sulla qualità dei servizi erogati, aumentando la pressione sul personale in servizio. La Fondazione Gimbe sottolinea come i dati ministeriali sui Livelli essenziali di assistenza confermino un forte divario tra Nord e Sud, con il Mezzogiorno in netto ritardo: la Sicilia registra un peggioramento di 11 punti collocandosi al penultimo posto nazionale per prevenzione collettiva e sanità pubblica. La criticità della situazione si riflette direttamente sui cittadini, che spesso devono affrontare lunghe attese e un’assistenza frammentata, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza e sulla qualità delle cure. L’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo Faraoni, replica alle critiche: «Mentre stiamo avviando profonde trasformazioni nei nostri assetti, guardare al passato distrae dall’impegno reale: lavoriamo già per apportare i necessari mutamenti al presente». I prossimi mesi saranno determinanti per verificare l’efficacia delle misure adottate dall’ASP e dalla Regione. La situazione di Trapani rappresenta un campanello d’allarme per l’intera Sicilia, richiamando l’attenzione sulla necessità di attrarre e trattenere personale medico qualificato, valorizzando incentivi, formazione e condizioni di lavoro adeguate.