Elezioni, ad Alcamo M5S perde terreno rispetto al 2013; a Partinico e Castellammare centrodestra regge l’onda d’urto

Alcamo da record per affluenza alle urne in queste elezioni nazionali con il suo 73,8 per cento, miglior dato della provincia trapanese ed uno dei migliori in Sicilia: a livello regionale ci si è fermati ad una media del 64 per cento. A Castellammare del Golfo e Calatafimi invece ci si è fermati al 66 per cento.

Su dati nettamente inferiori invece la provincia di Palermo, con punte negative di partecipazione alle urne a Partinico dove si è arrivati al 62 per cento e a Carini addirittura al 57 per cento, mentre tra i più virtuosi da segnalare Montelepre con il suo 71 per cento. Alcamo si conferma città grillina e lo dimostrato i suoi 10.449 voti alla Camera e i 9.263 al senato, oscillando tra il 45 ed il quasi 47 per cento di chi si è recato alle urne, quindi quasi uno su due.

Rispetto alle nazionali del 2013 i grillini ad Alcamo alla Camera hanno subito una contrazione di circa 2 mila voti mentre al Senato hanno perso quasi mille voti. Dopo i grillini, anche a se a debita distanza, c’è Forza Italia con 5.414 voti e il 24,32 per cento alla camera e quasi 5 mila voti al Senato; si conferma anche la parabola discendente del Pd che alla Camera ha superato i 2.200 voti alla Camera e i 2.400 al senato, attestandosi a circa il 10 per cento. Tra le curiosità c’è la conferma del trend di crescita della Lega che al senato e alla camera ad Alcamo si sono attestati attorno al 5 per cento.

Nella vicina Castellammare del Golfo la ventata pentastellata è stata notevolmente frenata: alla Camera esatto pari merito dei grillini con il centrodestra, 3.070 voti, Pd al 10 per cento. Trend identico per quanto concerne il Senato, con discostamento di pochi decimi di punti percentuali da una parte e dall’altra.

A Partinico invece risalta un dato su tutti e ricalca un po’ quello castellammarese. Qui infatti alla Camera il centrodestra ha dato filo da torcere ai pentastellati, attestandosi entrambi su 6.500 voti e quindi attorno al 43 per cento, Pd invece ai minimi termini con il suo 7 per cento; al Senato non è cambiata la musica con il duello tra Movimento 5 Stelle e centrodestra, con i primi al 44 per cento e i secondi al 42 per cento, mentre il Pd non va oltre sempre il 7 per cento.