Eccellenza alcamese, Oscar della scienza a Violette Impellizzeri

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C’è anche la scienziata alcamese Violette Impellizzeri tra coloro i quali riceveranno gli Oscar della scienza, ma il nome ufficiale è Breakthrough Prize, che quest’anno ha assegnato in totale 21 milioni e seicneo mila dollari ai migliori scienziati del mondo, spaziando tra fisici, matematici, biologi e chimici. Tra i vincitori c’è anche la Event Horizon Telescope (Eht), la collaborazione internazionale che ha prodotto la prima immagine di un buco nero lo scorso aprile, che si è aggiudicata 3 milioni di dollari da ripartire equamente tra i 347 membri. Ad ognuno andranno 8 mila e 600 dollari. E’ chiaro che nessuna somma potrà appagare la soddisfazione per avere partecipato a fotografare per la prima volta un buco nero, un fatto storico che apre nuovi orizzonti nello studio dell’universo. L’immagine, ottenuta grazie a 8 radiotelescopi in sincrono sparsi per il mondo, mostra il disco di accrescimento di nubi di gas e polveri incandescenti che descrivono un anello attorno all’orizzonte degli eventi del buco nero supermassiccio, cioè quella regione di Spazio così densa di materia da attrarre (e inghiottire) persino la luce. A questa importante scoperta ha partecipato Violette Impellizzeri, che è stata premiata anche dal governo cileno e dalla comunità internazionale. Violette ha trascorso buona parte dello scorso mese di agosto ad Alcamo Marina assieme al marito lo scienziato francese Eric Villard e i due figli in casa di papà Filippo e mamma Enza. Ricordiamo che Violette e il marito hanno illuminato con i loro interventi il Parco Archeologico di Segesta, durante la manifestazione tenutasi la notte di San Lorenzo. Ora Violette è tornata in Cile e precisamente nel deserto di Atacama dove si trovano i telescopi più sofisticati del mondo per osservare l’universo, che ancora nasconde infiniti segreti