Duro colpo alla mafia corleonese, sequestri per 4 milioni di euro. Nel mirino nipote e fratello di Riina

Duro colpo alla mafia corleonese: sequestri e confische per un valore di oltre quattro milioni di euro. Nel mirino dell’operazione – in esecuzione di tre distinti provvedimenti del Tribunale di Palermo, scaturiti dalle minuziose indagini dei militari del Raggruppamento operativo speciale e del Comando provinciale carabinieri di Palermo – ci sono il nipote e il fratello di Totò Riina: Mario Salvatore Grizzaffi e Gaetano Riina. Oltre a Rosario Salvatore Lo Bue, soprannominato “Saro Chiummino” e al figlio Leoluca. Il sequestro a carico del nipote di Riina è stato disposto in 1° grado dal Tribunale di Palermo, mentre quello nei confronti del fratello di Riina in 2° grado dalla Corte d’Appello di Palermo.

La confisca, riguardante abitazioni, conti correnti, libretti di risparmio, terreni e beni aziendali, colpisce soggetti già gravati da numerosi precedenti penali ed acclarati legami con la mafia. In particolare Rosario Salvatore LO BUE ha avuto storicamente un ruolo attivo quale “uomo d’onore” e membro apicale della famiglia di Corleone, inserita nell’omonimo mandamento mafioso, negli anni in contatto con esponenti di spicco quali Salvatore RIINA e Leoluca BAGARELLA.

Mario Salvatore GRIZZAFFI è stato definitivamente condannato per aver commesso un’estorsione con metodi mafiosi, nell’ambito del più ampio programma investigativo che aveva fatto luce sulla  rete di sostegno del boss Bernardo PROVENZANO nonché sulla riorganizzazione dell’associazione dopo la cattura del capo mafia avvenuta nel 2006 a Corleone, Montagna dei Cavalli; in precedenza fu condannato anche per il favoreggiamento della latitanza di Giovanni BRUSCA. L’operazione giunge al termine di un lungo percorso investigativo che aveva già consentito di assicurare allo stato i patrimoni illeciti acquisiti nel tempo da Salvatore RIINA e da Calogero Giuseppe LO BUE, già colpiti da decreti di confisca; quest’ultimo già condannato in via definitiva per aver favorito la latitanza di Bernardo PROVENZANO.