Dup (ritardo di 200 giorni) e piano anti-corruzione monco. Protesta l’opposizione

Duecento giorni di ritardo per portare il nuovo Dup, il più importante strumento di programmazione, in consiglio comunale. Gli elaborati predisposti dagli uffici e dalla giunta Surdi sarebbero dovuti arrivare all’esame del massimo consesso civico il 31 luglio scorsi ma a tutt’oggi non ci sono tempi certi. Ieri l’opposizione, in occasione della conferenza dei capigruppo, ha ottenuto un incontro con l’esecutivo, rappresentato dall’assessore Fabio Butera, per chiedere chiarimenti. L’esponente della giunta municipale ha ovviamente ammesso l’enorme ritardo dicendo anche che nel nuovo DUP sono state inserite le mozioni approvate dal consiglio lo scorso anno che saranno quindi trasfuse nello strumento di programmazione.

“Un ritardo esagerato e inspiegabile – ha detto Gino Pitò, consigliere di ABC – soprattutto alla luce della lettera inviata dall’assessore Ferro alle varie direzioni per dare i rispettivi obiettivi. Insomma in questa maniera – ha concluso l’esponente dell’opposizione – è stato scavalcato il DUP ma è stato anche bistrattato il ruolo del consiglio comunale”. Intanto il nuovo documento unico di programmazione sarà varato forse a fine aprile. Infatti dovrà prima essere definito il piano triennale delle opere pubbliche che secondo le norme dovrà rimanere all’esame del consiglio per 30 giorni e poi sarà la volta del DUP.

Intanto si trova già in pubblicazione il piano anti-corruzione che però non contiene le procedure adottate, su queste delicate problematiche, dalla direzione 4, quella che si occupa di lavori pubblici. Polemiche a palazzo di città anche per un debito fuori bilancio per il quale al comune di Alcamo è addirittura arrivato il pignoramento. La vicenda riguarda l’accusa di abusivismo ad Alcamo Marina per un noto architetto poi totalmente assolto. L’ufficio legale del comune avrebbe dovuto pagare oltre 5.000 euro di spese legali ma non ha rispettato le scadenze ed il debito è adesso quasi raddoppiato. Il segretario generale Vito Bonanno ha quantificato un danno erariale di circa 4.000 euro. Sarà adesso la Corte dei Conti a pronunciarsi e ad individuare i responsabili.