Dipendenze e giovani: a Trapani magistratura, sanità e famiglie fanno rete

Non solo droga, ma anche gioco d’azzardo patologico, videogiochi, internet e nuove forme di dipendenza che coinvolgono sempre più giovani. È su questo fronte che Trapani accende i riflettori in occasione della Giornata Internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga, istituita dalle Nazioni Unite nel 1987, con una giornata di confronto dedicata alla prevenzione e alla costruzione di una rete territoriale capace di sostenere chi vive il problema. Domani il polo universitario di Trapani ospiterà un evento promosso dal Tribunale insieme al Distretto socio-sanitario 55, al Distretto 50, alla Psicologia Giuridica dell’Asp di Trapani, al Ser.D. e alla professoressa Mormile dell’Università di Palermo.

Un appuntamento che mette insieme magistratura, sanità, istituzioni, professionisti, associazioni e famiglie per affrontare un fenomeno sempre più complesso. Spazio alla tavola rotonda “Vecchie e nuove dipendenze, capacità e autodeterminazione”, un confronto sugli aspetti sanitari, giuridici e sociali legati alle dipendenze. Nel pomeriggio il focus si sposterà sul territorio con l’incontro “Oltre la sostanza. Cittadinanza, istituzioni e risorse territoriali per il recupero e l’inclusione”, aperto a famiglie, associazioni e operatori impegnati ogni giorno nei percorsi di prevenzione e reinserimento. Il fenomeno riguarda non soltanto le sostanze stupefacenti. Crescono infatti le dipendenze comportamentali, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti, con un aumento delle problematiche legate all’utilizzo incontrollato delle tecnologie e al gioco d’azzardo.

Nei giorni scorsi il Ser.D. di Alcamo ha coinvolto studenti, scuole, parrocchie, gruppi scout, associazioni con l’iniziativa “Uno Striscione contro la Droga”, un percorso che arriva dopo un anno di attività nelle scuole. Attivo anche il Numero Verde Nazionale Unico Dipendenze, servizio anonimo e gratuito curato dall’Istituto Superiore di Sanità del Ministero della Salute, rivolto a persone con problemi di dipendenza, familiari, insegnanti, educatori e operatori. Intercettare il disagio prima che diventi isolamento è l’obiettivo delle campagne. Perché dietro ogni dipendenza c’è una rete di comunità chiamata a non voltarsi dall’altra parte.