Differenziata: Alcamo a picco, Castellammare malissimo. Bene Balestrate

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Finalmente si impenna in Sicilia la percentuale di raccolta differenziata ma ad Alcamo la situazione è assolutamente precipitata. La classifica diramata dalla Regione è relativa al primo quadrimestre del 2019 quando ancora il territorio alcamese non era entrato in assoluta emergenza che ha fatto ulteriormente precipitare la percentuale. Nell’aprile scorso Alcamo a cittadina di Ciullo, da reginetta della differenziazione dei rifiuti è passata nella fascia delle cenerentole, scendendo al 47,9 per cento. Già ad aprile, però, la differenziata era al 40% e, dopo che da allora si continuano a mettere assieme RSU ed organico, la percentuale sarebbe addirittura scesa intorno al 30%. Bisogna infatti fare i conti con quanto accaduto fra giugno e luglio, quando gli alcamesi si trasferiscono ad Alcamo marina e nelle altre zone di villeggiatura. Nel comprensorio Balestrate è 78esima con oltre il 70 per cento di differenziata mentre Calatafimi è più indietro di una 50ina di posizioni ma pur sempre al 66 per cento. Malissimo va Castellammare del Golfo anche se il trend è poi entrato in crescita. Nei primi 4 mesi dell’anno la percentuale era appena del 31,6, proprio al limite della negatività fissato alla quota del 30. Annaspa il capoluogo trapanese, dove la differenziata è stata avviata da poco, che è attestato al 50 per cento. In Sicilia, comunque, la media nei primi quattro mesi del 2019 si è attestata sul 39 per cento.  I dati sono stati raccolti dal dipartimento regionale Acqua e rifiuti sulla base delle comunicazioni periodiche dei Comuni. Il governo Musumeci ha così ottenuto un sensibile aumento di ben 17 punti percentuali in un anno e mezzo di lavoro. Un Comune siciliano su tre ha già raggiunto la soglia richiesta dall’Europa del 65 per cento, mentre una quarantina di enti locali è a ridosso dell’obiettivo. Un’ampia fetta di enti locali ha invece un trend in crescita e raccolta differenziata sopra il 50 per cento. È nel palermitano il comune più virtuoso. Si tratta del piccolo Contessa Entellina che ha una media di differenziata quasi del 93 per cento.  Nei primi posti anche San Cipirello all’87,8. Tra le Province, invece, in testa c’è Ragusa con una media, nei primi mesi di quest’anno, del 58,1 per cento. Terzo il Trapanese al 55,3 per cento. La città metropolitana di Palermo è invece mestamente al 19 per cento. Le strutture oggi operanti in Sicilia riescono a fronteggiare il fabbisogno di circa 400 mila tonnellate l’anno di organico da trattare, ma restano alcune criticità. Sono presenti 14 impianti di trattamento della frazione umida, 8 privati e 6 pubblici.