Depuratore di Castellammare, progettazione non ultimata. ODG unanime del Consiglio

Il contratto è stato firmato l’undici marzo scorso e il completamento  dei lavori sarebbe dovuto avvenire  entro 120 giorni, indicativamente entro fine luglio. Ma come spesso capita per le grandi opere pubbliche, quelle particolarmente complesse, si allungano i tempi necessari ad effettuare rilievi e calcoli. Stanno lavorando alacremente i professionisti dello studio alcamese “Hydro Engineering” dell’ingegnere Galbo, assieme da altri di Milano e Torino, ma il progetto esecutivo del nuovo impianto, finanziato con 18 milioni e mezzo di euro, non è ancora pronto seppure in fase di ultimazione. Una progettazione da 1.317.410 euro.

I progettisti hanno dovuto effettuare diversi rilievi e sondaggi sul costone al di sotto de quale sorgerà il nuovo depuratore. Allo studio anche interventi per il vecchio impianto di contrada Cerri, inutilizzato da diversi anni, adesso inserito in un contesto di ricettività turistica di alto livello. In quel sito sono previste alcune fasi di pre-trattamento dei reflui ma, proprio per non danneggiare il turismo della zona, i progettisti stanno prevedendo alcuni accorgimenti: copertura delle vasche e trattamento dell’aria. La settimana scorsa la Hydro Enginnering ha avuto un incontro sull’impianto castellammarese, in video-conferenza, con il commissario straordinario per la depurazione, Maurizio Giugni, e il sub-commissario per la Sicilia, Renato Costanza. Intanto nel corso dell’ultimo consiglio comunale, all’insegna di un ritrovato clima di distensione fra gli opposti schieramenti, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal gruppo di minoranza Castellammare 2.0.

Il documento, votato favorevolmente dai tutti i presenti, anche dalla maggioranza,  impegna sindaco Rizzo e giunta a relazionare periodicamente sul nuovo depuratore e ad istituire un tavolo tecnico politico che affianchi i tecnici incaricati dal commissario unico. “A conoscenza del fatto che il gruppo di professionisti sta lavorando alla progettazione esecutiva, non può essere bypassato l’interesse del comune – si legge nel documento – solamente perché c’è una gestione commissariale dei depuratori in Sicilia, e quindi anche per l’impianto di Castellammare”.