Dalla Regione, 12 milioni per riqualificazione Valle del Belice. Attesa dal 1968

Dodici milioni di euro in arrivo per il rilancio della Valle del Belice. Nel corso dell’ultima seduta della giunta regionale, è stato dato  il via libera a undici interventi di ristrutturazione e riqualificazione che verranno realizzati in sette Comuni di tre province: Agrigento, Palermo e Trapani.  Progetti dall’intento apprezzabile, seppur tardivo: parliamo, infatti, di una zona che da oltre mezzo secolo porta ancora i segni del tragico terremoto che nel gennaio 1968 devastò la maggior parte dei Comuni della Valle e del comprensorio, tra i quali la città di Gibellina.

Tra le opere di riqualificazione finanziaria sono compresi anche l’intervento di bonifica e riqualificazione ambientale della ex baraccopoli di Madonna delle Grazie di Gibellina, contaminata da amianto, il risanamento dell’ isolato di via Vittorio Emanuele e Piazza Cesare Battisti a Partanna, la ristrutturazione dell’Archivio storico e museale del Belice la e costruzione del museo virtuale della memoria e della ricostruzione della Valle del Belice di Sala Paruta, il restauro e la messa in sicurezza del cimitero monumentale e riqualificazione urbana dell’ ex baraccopoli di Grisì.  Lo scorso gennaio, il governo regionale aveva incontrato una delegazione dei sindaci della Valle del Belice sollecitando i primi cittadini alla presentazione di progetti cantierabili per ottenere i dieci milioni di euro già stanziati per la realizzazione di infrastrutture pubbliche, anche per adeguamento, rifunzionalizzazione e ristrutturazione di impianti, edifici e opere esistenti.

Di recente, è stato varato il progetto di riqualificazione dell’area limitrofa al Cretto di Burri, a Gibellina con la realizzazione un nuovo Centro di accoglienza per i  visitatori, progettato dall’architetto Mario Cucinella. “Ci aspettiamo – dichiara Nello Musumeci, Presidente della Regione Sicilia, che anche il governo centrale faccia la propria parte, quella più cospicua, per la realizzazione di infrastrutture pubbliche che la comunità del Belice attende dal 1968”.