C/vetrano-Carcere, nuova sala colloqui con le favoledi Esopo

Cicala formica

Topo campagna città

È dedicata alla memoria dei bambini migranti che hanno perso la vita nei viaggi della speranza attraversando il Mediterraneo, vittime dei naufragi. Ispirata alle favole di Esopo, accoglierà altri bambini, quelli che attraverseranno i cancelli del penitenziario per incontrare i genitori detenuti, anche loro portando una speranza: poter rivedere i padri fuori dal carcere per una normale vita familiare insieme. È la nuova sala colloqui pedagogica della casa circondariale di Castelvetrano, che sarà inaugurata lunedì 11 luglio alle ore 11 alla presenza di Gianfranco De Gesu, dirigente generale dell’amministrazione penitenziaria della Sicilia, del dirigente generale del dipartimento regionale dell’Istruzione e formazione professionale Gianni Silvia e di Rita Barbera, direttrice dell’istituto di pena. Un grande e coloratissimo murales caratterizza la sala, dipinto otto detenuti adulti dopo avere partecipato a 450 ore di formazione del corso di Arti grafiche e computerizzate organizzato dall’associazione Euro di Palermo, all’interno del progetto Restart, finanziato dalla Regione Siciliana e cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo (nel quadro dell’Avviso 20/2011 intitolato “Percorsi formativi per il rafforzamento dell’occupabilità e dell’adattabilità della forza lavoro siciliana periodo 2012-2014”). I destinatari del percorso formativo sono stati selezionati tramite colloqui psico-attitudinali da una commissione di operatori della casa circondariale. Per realizzare le decorazioni murali i detenuti hanno tratto spunto da quattro favole di Esopo, raffigurandone i personaggi: il topo di campagna e il topo di città, il lupo e l’agnello, la cicala e la formica, la lepre e la tartaruga. Storie ricche di insegnamenti, da raccontare anche ai più piccoli. “Scopo principale del progetto e dei corsi – spiega il curatore Vito Lombardo, docente dell’associazione Euro – è incoraggiare il cammino d’integrazione sociale e lavorativa delle persone recluse, creando condizioni favorevoli all’apprendimento, alla crescita personale e al miglioramento delle competenze professionali da spendere sul mercato del lavoro una volta concluso il periodo di detenzione”.