Un debito che scatena la furia. Dopo la discussione il coltello che affonda nel ventre. Ora lotta tra la vita e la morte un uomo di 37 anni all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani. Il suo aggressore invece è finito in manette: si tratta di una testa calda, con una sfilza di precedenti penali alle spalle per minaccia, danneggiamento, violenza a pubblico ufficiale, atti osceni, lesioni personali e porto di armi ed oggetti atti ad offendere. Dietro le sbarre è finito Domenico Fiordilino (nella foto), 30 anni. Per potere fermare la sua furia sono dovuti intervenire oltre una decina di carabinieri e per renderlo inoffensivo è stato utilizzato il famoso spray al peperoncino recentemente dato in dotazione dal ministero dell’Interno alla Compagnia di Alcamo. Teatro della cruenta aggressione è Custonaci dove nel primo pomeriggio di ieri Fiordilino ha sferrato diversi fendenti con un coltello da cucina al 37enne che ora lotta tra la vita e la morte. Operato d’urgenza al nosocomio trapanese, dove è stato trasportato dalla zia che lo ha raccolto da terra in una pozza di sangue, ha riportato gravissime lesioni al fegato e allo stomaco. Le sue condizioni sono stabili e quindi c’è ottimismo da parte dell’equipe medica ma la prognosi non è stata ancora sciolta e dunque resta sempre in pericolo di vita. Un’indagine lampo quella portata avanti dal capitano della Compagnia Giulio Pisani e dal comandante della stazione custonacese Diego Vezzoli. Pare che Fiordilino avesse già premeditato l’aggressione. All’appuntamento con la sua vittima si è infatti presentato con il coltello nascosto sotto la maglia che poi, quando la discussione fra i due è degenerata, ha estratto improvvisamente colpendo ripetutamente il 37enne. A quel punto il 30enne si è dato alla fuga ed è tornato a casa come se nulla fosse, magari pensando di poterla fare franca. Invece il certosino lavoro d’investigazione dei militari dell’Arma ha permesso di focalizzare subito su di lui i sospetti e proprio per questo si sono catapultati nella sua abitazione. Fiordilino però non si è arreso, decidendo di barricarsi in bagno alla vista delle pattuglie dei carabinieri coordinate dal capitano Pisani. Mentre gli stessi militari si apprestavano a prepararsi a buttare giù la porta l’aggressore decideva di uscire e di scagliarsi contro gli stessi carabinieri che però lo immobilizzano con lo spray. Dalla successiva perquisizione all’interno della casa sono stati rinvenuti il coltello e i vestiti ancora intrisi di sangue. L’accusa nei suoi confronti è di tentato omicidio.

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