Scossa ai vertici della Democrazia Cristiana. Il Segretario Nazionale del Partito, Salvatore (detto Totò) Cuffaro, ha rassegnato questa mattina le proprie dimissioni, definendole irrevocabili. La decisione giunge a pochi giorni dalla conclusione di un’importante inchiesta della Procura di Palermo che lo vede coinvolto.
L’ex Governatore della Sicilia è infatti l’indagato più noto e importante nell’ambito di un’indagine su presunti casi di corruzione e gare d’appalto irregolari che avrebbero coinvolto la sanità e altri settori dell’amministrazione regionale. La chiusura dell’inchiesta da parte della Procura è avvenuta martedì scorso.
Le dimissioni sono state formalizzate nelle mani del Presidente del Partito, Renato Grassi, e del Segretario Organizzativo Nazionale, Pippo Enea. Sebbene il comunicato ufficiale non espliciti un legame diretto, la mossa di Cuffaro è interpretata come un tentativo di tutelare il Partito dalle ripercussioni mediatiche e politiche dell’indagine in corso.
“Ringrazio tutti coloro che in questi anni hanno condiviso con me un percorso di impegno e di servizio al Partito,” ha dichiarato Cuffaro, chiudendo così la sua fase alla guida della Democrazia Cristiana in un momento di grande turbolenza giudiziaria e politica.
Il Presidente Renato Grassi ha immediatamente risposto alla crisi convocando il Consiglio Nazionale della DC per il prossimo 20 novembre. L’organismo avrà il compito di ratificare le dimissioni irrevocabili e, successivamente, di definire le successive decisioni organizzative, avviando di fatto il processo per la ricerca di una nuova leadership, chiamata a gestire l’attuale scenario di forte incertezza.