Sanità convenzionata in piazza: “Stop ai tetti di spesa, i servizi rischiano lo stop”. Domani è prevista una mobilitazione degli ambulatori e dei centri diagnostici accreditati. La protesta riguarda l’esaurimento dei tetti di spesa, che impedisce ai centri convenzionati di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Molti ambulatori sono ormai costretti a una scelta inaccettabile: continuare a erogare prestazioni senza copertura economica o sospendere i servizi ai cittadini. Al centro della protesta, problemi noti e irrisolti: liste d’attesa sempre più lunghe, budget insufficienti che si esauriscono già dopo pochi mesi, e l’impossibilità di programmare attività continuative. Una sanità pubblica in affanno e una convenzionata in crisi rischiano così di lasciare scoperti interi territori. Tariffe ferme da vent’anni, tetti di spesa bloccati e servizi a rischio: i laboratori di analisi e le strutture private convenzionate tornano a scioperare in Sicilia. E Palermo si prepara ad accogliere la grande mobilitazione regionale indetta dalle 14 sigle intersindacali della specialistica convenzionata, che hanno scelto di scendere in piazza per «denunciare la crisi profonda che da anni travolge la specialistica territoriale». Una protesta – spiegano le sigle sindacali in una nota – «che nasce dalla necessità di richiamare l’attenzione delle istituzioni regionali su un sistema che, così com’è, non è più in grado di garantire continuità assistenziale ai cittadini né condizioni dignitose a professionisti e strutture».
Le strutture lamentano tariffe troppo basse e ferme a 20 anni fa. A farne le spese sono pazienti e cittadini che si ritrovano quasi sempre a ridosso di fine anno a dover pagare oppure a rinunciare e rimandare una visita o un esame specialistico, oppure ancora a rivolgersi agli ospedali, dove le liste d’attesa sono lunghe.