Settimana decisiva, in Sicilia, per evitare la ‘zona rossa’. Polemiche a Borgetto per folla alle ‘cresime’

Feste private, riunioni familiari. Movida selvaggia. Folla alle ‘cresime’ (con polemniche sui social a Borgetto). Contagi sui posti di lavoro. Assembramenti. Mancato uso della mascherina. Luoghi di culto affollati.  La Sicilia marcia a tappe forzate verso la zona rossa. È appena iniziata una settimana cruciale. Sabato scorso il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, aveva detto chiaramente che “rischiamo di finire in zona rossa”. Una fascia nella quale potremmo essere inseriti dopo questa settimana se nei prossimi giorni la tendenza dovesse rimanere quella di ieri. Nel bollettino domenicale, infatti, c’erano 1.120 nuovi casi di Coronavirus, su 16.541 tamponi processati. Il tasso di positività nella nostra isola è così schizzato a 6,8% (ieri 4,7%), addirittura più alto della media nazionale (6,2%).

Numeri che allarmano e che se confermati anche nei prossimi giorni potrebbero portare la Sicilia dritta in zona rossa. Venerdì prossimo, quando verranno assegnati i nuovi colori, quindi, potrebbe verificarsi quanto supposto da Musumeci.

Se da Roma dovesse esserci una decisione in tal senso sarebbe minimo per due settimane quindi la Sicilia sarebbe in “rosso” dal 19 aprile al 3 maggio e per la città di Palermo si tratterebbe di un mese di quasi lockdown. (il capoluogo è zona rossa dallo scorso 7 aprile e secondo l’ordinanza di Musumeci lo sarà fino al prossimo 22 aprile, così come tutta la provincia). Una situazione, quella Siciliana, in controtendenza con la gran parte delle regioni italiane che vedono una luce in fondo al tunnel. Le autorità regionali e tutti i siciliani attendono i dati di oggi che saranno il vero termometro: i bollettini della domenica e del lunedì, solitamente, sono quelli in cui emergono meno casi a fronte anche di un minor numero di tamponi processati. Ieri, però, non è stato così ed ecco perché si attendono con particolare curiosità i dati di oggi. In Sicilia venerdì scorso l’Rt aveva raggiunto un valore molto alto (1,22), sfiorando l’1,25 che fa scattare automaticamente la zona rossa.