Covid, +32 in provincia e ben 19 ad Alcamo. No spettacoli, sí mercatini

La curva del contagio, in provincia di Trapani, cresce moderatamente tranne che ad Alcamo dove, dopo lo stop di ieri, sono stati individuati altri 19 nuovi positivi. In pratica la grande maggioranza dell’incremento totale di 32 unità registratosi su tutto il territorio provinciale. Alcamo balza quindi a 212 attualmente positivi. Di questi, così come del reso in tutto il trapanese, il 90% circa risulta asintomatico o con pochi sintomi. Sempre in ambito provinciale i ricoveri rimangono quasi gli stessi mentre arrivano due nuovi decessi e sette negativizzazioni.

Dopo Alcamo anche Marsala, seppur con cifre molto inferiori, ha avuto un discreto aumento passando da 112 a 120 attualmente positivi. In provincia crescono soltanto San Vito Lo Capo, Erice e Trapani, tutti con + 3, mentre a Castellammare e Partanna si registra un nuovo caso in più. I positivi diminuiscono invece ancora a Salemi, dove dalla preoccupante cifra di 62 si è adesso arrivati a 16, ed a Mazara del Vallo scesa di 4 unità. Unico comune della provincia ancora covid-free è quello belicino di Poggioreale.

Alcamo e Salemi si confermano agli antipodi sia come velocità di crescita che come tempi di negativizzazione dei pazienti. Nel centro belicino, divenuto nella prima ondata zona rossa, i positivi guariscono con molta più celerità rispetto che alla popolazione alcamese. Sarebbe interessante analizzare le motivazioni.

Intanto ci vorrà tempo per ottenere i risultati dalle nuove restrizioni contenute nel DPCM di domenica scorsa. Tante le considerazioni da fare ma una riflessione va certamente fatta. Quale è la logica della chiusura di cinema, teatri, spettacoli viaggianti, palestre e sport di squadra, quando poi vengono effettuati regolarmente i mercatini cui si può accedere senza limitazioni?

La pandemia c’è e tanti rischi ci sono. Bisogna rispettare le precauzioni, ma sono anche tante le scelte del governo poco condivisibili. Fra spettacoli e mercatini, tante per dirne una, qualche preoccupazione in più la produrrebbero proprio i secondi.