Corteo antimafia partecipato ieri a Campobello di Mazara. In tantissimi hanno invaso le vie del paese

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Una manifestazione partecipata e sentita, partita ieri pomeriggio a Campobello di Mazara e organizzata dai due sindaci delle comunità  di Castelvetrano e Campobello.    “La Sicilia è Nostra non è di cosa nostra” con questo slogan, una lunga marcia composta da centinaia di giovani, adulti e molteplici sindaci della provincia Trapanese, tra gli altri anche Alcamo, Salemi e Gibellina, ha invaso le vie del paese di quello che, fino a 8 giorni fa, era il covo di Matteo Messina Denaro. La voglia di libertà e riscatto da un’etichetta, quella mafiosa, che da trent’anni aleggiava sulle due cittadine, ha condotto tantissimi abitanti del luogo, dopo l’arresto del super latitante, per ribadire, ancora una volta, il loro no alla mafia.

“Vedere tutta questa gente dopo la cattura significa che c’è un Paese, un territorio che non solo plaude allo stato ma che segna un riscatto”.  Queste le parole del Vescovo di Mazara del Vallo, Angelo Giurdanella, intervenuto ieri a fine corteo. Presenti, alla manifestazione antimafia, anche i tre segretari generali di Cgil Trapani Liria Canzoneri, Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e Uil Trapani Tommaso Macaddino. «È importante esserci per ribadire il nostro forte “no alla mafia” – hanno dichiarato i tre sindacalisti- perché l’impegno deve rafforzarsi dopo l’arresto di Messina Denaro: da parte degli inquirenti per scovare tutta la rete che lo ha protetto in questi anni di latitanza, delle istituzioni per contrastare l’illegalità e di tutti noi per diffondere ogni giorno i principi di legalità. Ci siamo anche per commemorare tutte le vittime che hanno pagato a caro prezzo il contrasto alla criminalità organizzata”. E proprio sulle vittime di mafia, sempre ieri, così come ha già fatto nei giorni scorsi, è intervenuto Salvatore Catalano, fratello di Agostino, agente di polizia morto nella strage di via D’Amelio a Palermo.