CoronaVirus, decisioni difforme nelle scuole. Si ferma il basket, il calcio va avanti

La cattiva gestione dell’emergenza Coronavirus potrebbe causare ulteriori danni rispetto a quelli provocati dalla malattia. Già da ieri alcuni Stati hanno invitato i loro cittadini a non effettuare le vacanze in Italia e sono già arrivate centinaia di disdette da Russia, stati Uniti, Inghilterra e Germania anche per le località turistiche della nostra zona. Si parla già di migliaia di posti di lavoro a rischio, nel settore turismo e nell’indotto, a causa del Coronavirus. Ieri sera il presidente della Regione Nello Musumeci ha tenuto un vertice con l‘Anci ed emesso un provvedimento con cui si invitano tutti i sindaci a non improvvisare iniziative non concordate. Il problema però resta e sono tantissime le decisioni difformi. Cominciamo dalla scuola. In provincia di Palermo tutti gli istituti sono stati chiusi fino alla prossima settimana per la disinfezione dei locali. Nessuna ordinanza parla però di chiusura dei luoghi pubblici  quali cinema, teatri, locali, stadi e quant’altro. Le scuole rimangono invece aperte in provincia di Trapani dove però sono stati spesso annullati riunioni e altre attività.

Altro caos e mancanza di collaborazione fra le federazioni sportive. Il comitato regionale della Federazione Italiana Pallacanestro, presieduto dal castellammarese Riccardo Caruso, questa mattina ha sospeso tutti i campionati, anche le gare giovanili fra squadre di zone non a rischio. Fino a lunedì prossimo 2 marzo non si giocherà né in C maschile che in B femminile e in tutti i campionati giovanili, anche quelli del minibasket. Tessa cosa avevano fatto da tre giorni le federazioni regionali di pallavolo e rugby. Non si ferma invece il calco dilettantistico e il presidente regionale Santino Lo Presti afferma di non potere farlo in quanto manca un’ordinanza regionale che chiuda i luoghi pubblici, vale a dire anche gli stadi. A livello nazionale invece la FIGC a fermato il campionato Primavera e la serie C mentre in A e B alcune gare, ma non tutte, si giocheranno a porte chiuse, senza presenza di pubblico.

In questo orientamento poco lineare si inseriscono anche le norme emanate dal responsabile del settore salute della conferenza episcopale siciliana, l’arcivescovo di Messina, Giovanni Accolla. Da oggi, in via precauzionale, i sacerdoti potranno dare la comunione soltanto nelle mani, le acquasantiere saranno svuotate e sarà evitato lo scambio del segno della pace dandosi la mano.