Consumi, quali pesci comprare e quali evitare, perché a rischio di estinzione

Di Laura Lombardo — Quali pesci comprare e quali evitare perché in estinzione? Tra le specie a rischio anche il nostro tonno rosso. Secondo gli esperti, i pesci da preferire sono quelli a taglia piccola, come le sarde, un pesce che, in alcuni periodi, sale parecchio di prezzo. 

Gli ultimi dati sulle specie marine in via di estinzione nel mediterraneo potrebbero tornare utili nell’orientare le nostre scelte come consumatori di pesce, e magari nella preparazione di pietanze per il periodo natalizio, escludendo coscienziosamente dalla nostra lista della spesa le specie ittiche più a rischio.

Secondo l’IUCN, International Union for Conservation of Nature, tra le categorie più in pericolo, ci sono pesci fortemente commercializzati nei nostri mercati ittici, come il merluzzo o il nasello, lo sgombro, il pesce spada e l’autoctono tonno Skypjack o il tonno rosso così-detto di Favignana (definito secondo una scala di valutazione degli esperti, un pesce “quasi minacciato”). Palombo e cernia sono catalogati con il grado “in pericolo”, mentre l’anguilla o l’ombrina boccadoro “in pericolo critico”.

Va da sé che le nostre scelte di consumo, nel loro piccolo, possono influire sulla sopravvivenza delle specie ittiche, e sulla nostra sostenibilità. Tra le specie mediterranee non a rischio di estinzione ci sarebbero le sarde, e in generale tutti i pesci di taglia piccola, che riescono a mantenere un tasso di popolazione più stabile. Un problema in questo senso è che recentemente un kg di sarde, in un noto supermercato di Alcamo, è stato venduto a ben 8 euro — una cifra ben al di sopra della media per un pesce considerato “povero” per antonomasia. Forse si tratta di speculazioni, che non hanno niente a che fare con la quantità della materia prima, o forse è lo spettro dell’inflazione che avanza, come avviene attualmente per il pane, dato che come i panificatori anche i pescatori sono minacciati dalla concorrenza sleale extracomunitaria.

A complicare la situazione ultimamente — per pesci, pescatori e consumatori – è stato il recente ritrovamento di esemplari di granchio blu nei nostri mari — un animale molto aggressivo capace di sterminare la fauna circostante, soprattutto molluschi e crostacei. Nel sud della Tunisia, la massiccia presenza di questi animali ha provocato ingenti impatti sulle risorse ittiche e sulle attività di pesca locali con conseguenti problemi all’economia. Mai prima d’ora il granchio blu era stato avvistato a largo della costa siciliana. I pescatori mazaresi, quelli che si dedicano alla pesca d’altura, sono già consapevoli dell’avvicinamento di questa specie aliena, e sperano che non si avvicini troppo.