Confisca da 300 mila euro al mazarese Vito Ingrassetto         

Colpo al patrimonio illecito di Vito Ingrassetto, noto come “Puci”, pregiudicato mazarese ritenuto una figura centrale nel traffico di stupefacenti nel territorio trapanese. Nella mattinata di ieri, gli agenti della Divisione Anticrimine della Questura di Trapani hanno eseguito un provvedimento di confisca per un valore complessivo di circa 300 mila euro, su proposta del Questore Giuseppe Felice Peritore.

Il decreto è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani, che ha accolto integralmente la richiesta avanzata dalla Questura, comprese le aggravanti sul piano personale. Il provvedimento patrimoniale segue un precedente sequestro operato nel marzo scorso. Le indagini hanno messo in luce la sistematica reiterazione delle attività illecite da parte di Ingrassetto, che – nonostante precedenti arresti e misure restrittive – avrebbe continuato a gestire un giro consistente di stupefacenti  generando notevoli flussi di denaro. I beni oggetto della confisca includono un’impresa individuale, dieci tra autovetture e motocicli, vari conti correnti bancari e postali, oltre a una cospicua somma di denaro già sottoposta a sequestro, ritenuta direttamente collegata allo spaccio di droga. Secondo gli investigatori, tali patrimoni venivano occultati attraverso complesse operazioni fittizie di intestazione, non solo a parenti stretti ma anche a soggetti terzi estranei al nucleo familiare, con l’obiettivo di eludere i controlli e sottrarsi alle misure patrimoniali.

La sproporzione tra i beni posseduti e i redditi ufficialmente dichiarati è risultata così marcata da rendere la confisca un atto inevitabile: il Tribunale ha riconosciuto come il patrimonio fosse frutto diretto di attività illecite, sostenendo in pieno la linea della Questura. Non si tratta del primo intervento di questo tipo nei confronti di Ingrassetto, già colpito da misure analoghe negli anni precedenti e arrestato più volte – l’ultima nel novembre 2024 – per traffico di stupefacenti. Oltre alla confisca dei beni, il Tribunale ha disposto l’aggravamento della misura di sorveglianza speciale: Ingrassetto, attualmente detenuto in carcere, dovrà sottostare a cinque anni di sorveglianza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e divieto assoluto di allontanamento. Una misura che mira a rafforzare il controllo sul territorio e a neutralizzare il radicamento criminale del soggetto, considerato ad alta pericolosità sociale.