Comune a rischio default a Balestrate. Opposizione: “TARI non richiesta a gestore porto”

Il comune di Balestrate non è riuscito ad approvare il rendiconto finanziario del 2021 e, come tantissimi altri enti locali del palermitano e dell’intera Sicilia, è stato commissariato con l’invio di un funzionario ad acta. Difficile, se non impossibile, approvare quindi il bilancio e gli altri strumenti previsionali. L’ente locale, fra l’altro, ha una situazione economico-finanziaria sulla quale, mesi fa, si era espresso pesantemente il dirigente del comune. Il consiglio comunale, prima delle elezioni, si era anche impegnato a votare un piano di rientro dal disavanzo. Atto che però non è ancora arrivato. “Il Comune di Balestrate sta vivendo una situazione di gravissima emergenza. L’ente – scrivono in una nota i consiglieri di minoranza – è a un passo dal fallimento a causa di clamorose inadempienze amministrative.

Una su tutte il mancato recapito negli ultimi anni della Tari non pagata dalla società di gestione del porto. Un recupero, da solo, di circa mezzo milione di euro. Il sindaco Rizzo – prosegue l’opposizione – dopo le elezioni ha avuto invece la fretta di nominare un assessore in più per garantirsi una maggioranza”.  La minoranza chiede così un intervento urgente da parte delle Istituzioni, dalla Regione alla Corte dei Conti, per salvare il paese dal baratro ormai imminente con gravi ripercussioni sui servizi alla cittadinanza. È chiaro che è a rischio il principio di buon funzionamento dell’amministrazione con danni irreparabili”.   I consiglieri Guido De Amicis, Benedetto Lo Piccolo, Piera Chiarenza e Simona Timpa spiegano che “la gestione amministrativa del comune appare illogica, con una serie lunghissima di affidamenti diretti anche a fronte di interventi programmati da tempo. Forti dubbi emergono inoltre sugli obblighi di legge in merito alla gestione delle spiagge. L’ultima mazzata – spiegano i consiglieri – è emersa sulla tari.

La tassa è stata infatti notificata solo di recente alla società che gestisce il porto, che in sostanza non avrebbe mai pagato il tributo sui rifiuti per un importo di circa mezzo milione di euro. La situazione è caotica, il ragioniere generale non risulta in servizio e l’amministrazione è stata costretta a nominare un dirigente vicario. Non si capisce cosa sta accadendo. Senza dimenticare – conclude l’opposizione – che negli ultimi anni si sono avvicendati ben sette segretari comunali. Non si hanno inoltre notizie sul sito del Comune dei compensi agli assessori, passati da quattro a cinque, per capire quanto sia grave questa scelta in un momento di grave crisi finanziaria, nonostante sia resa possibile dalle nuove norme”.