Cimiteri quasi ‘full’, appalto ai box. Dimenticato progetto per liberare zona 10 a ‘Cappuccini Vecchi’

zona X Cappuccini Vecchi luglio 2020

ALCAMO – L’emergenza sepolture c’è ma forse non si vede. Per rendersi conto, in parte, basterebbe recarsi alla camera mortuaria dove sono in giacenza una trentina di bare senza sepoltura. Ben poca roba, potrebbe dire qualcuno, rispetto alle 900 insepolte a Palermo dove però il sindaco Leoluca Orlando è stato indagato per omissione d’atti d’ufficio. Ad Alcamo i malumori e le proteste restano invece quasi sottotraccia, soprattutto quelle dei titolari delle agenzie funebri e delle ditte che si occupano di sepolture ed estumulazioni.

Fra i politici, invece, aveva presentato una dettagliata interrogazione il consigliere di Forza Italia, Ignazio Caldarella, che dopo avere ricevuto la risposta dell’amministrazione Surdi, ritenuta insoddisfacente, ritornerà all’attacco nella seduta consiliare programmata per martedì prossimo. L’assessore Vito Lombardo, nella sua risposta, aveva infatti scritto che attualmente ci sono circa 3.000 loculi liberi che però, nella realtà, sarebbero quasi totalmente di proprietà privata, perché già acquistati, e quindi non utilizzabile da chi non possiede già il famoso ‘posto’ al cimitero.

Forse sull’argomento mancano pianificazione e urgenza negli interventi tant’è che è ancora ai box un’idea progettuale avviata circa due anni fa, quella della realizzazione dei colombari nei pressi del confine est del cimitero Santissimo Crocifisso, per un totale di 320 nuovi loculi. Progetto esecutivo approvato a fine maggio e lavori, per un totale di 265.096 euro aggiudicati, il 23 dicembre, alla ditta Librizzi Costruzioni s.r.l. di Petralia Sottana.

In un periodo in cui si rischia davvero l’emergenza sepolture, la pianificazione dovrebbe puntare soprattutto su quelle aree cimiteriali particolarmente datate, oramai non più curate dagli eredi dei defunti seppelliti, che versano nel degrado più assoluto con cippi e lapidi distrutti. In tale ottica nel 2018 i giovani professionisti alcamesi Nino Cacciatore e Alessandro Corso, e la castellammarese Elena Agliata, completarono uno studio nella zona 10 del cimitero ‘Cappuccini Vecchio”, proprio quella particolarmente degradata che contiene monumenti sui quali non si leggono più né i nomi dei defunti e neppure le date della morte.

Il lavoro progettuale, partito dagli studenti dell’istituto tecnico ‘Girolamo Caruso’, nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, e trasferito poi ai tre giovani tecnici sotto la supervisione dell’Università di Palermo, venne proposto al comune di Alcamo nel 2018, alla presenza di un paio di docenti universitari. Bisognava soltanto fare uno studio sulla durata di quelle concessioni ed elaborare eventuali requisizioni. Anche questo progetto, manco a dirlo, è però svanito nel nulla.

Ma ci sarebbe dell’altro e riguarda alcune segnalazioni pervenuteci in redazione e relative a richieste inoltrate al comune di Alcamo, più di un anno fa, per ottenere l’autorizzazione alla dispersione ceneri di alcuni defunti che, prima di morire, avevano esternato tale volontà. Dagli uffici del comune di Alcamo hanno sono riusciti soltanto a sollevare dubbi, anche sulle competenze degli enti interessati, e nessuna risposta concreta.