Chi si negativizza e chi diventa positivo, vita difficile all’interno di una famiglia alcamese

Si è manifestato all’interno di una famiglia già alle prese con il nuovo coronavirus, il ventesimo caso di positività ad Alcamo. Nello stesso nucleo, però, il capofamiglia si è negativizzato, cosa invece non ancora verificatasi per la moglie. Una novità che rende ancora più difficile, per la famiglia alcamese legata al funzionario ASP in via di guarigione, la vita di tutti i giorni. Dovranno quindi osservare altri 14 giorni di quarantena ma rispettando ferree precauzioni per evitare contatti: da un lato il padre di 69 anni e il figlio minore di 30, entrambi adesso negativi,  dall’altro la madre sessantenne (non ancora negativizzatasi) e l’altro figlio trentaquattrenne divenuto positivo. I quattro restano comunque asintomatici e stanno tutti bene.

Stessi problemi anche in altre famiglie alcamesi dove si sono verificati i contagi a “macchia di leopardo”, alcuni componenti colpiti e altri no (un altro nucleo familiare, ad esempio, vede contagiati padre e due figli, negativi madre e terzo figlio). Nel caso in cui i positivi non abbiano avuto modo di recarsi a vivere in una seconda casa, quella di villeggiatura, bisogna vivere situazioni lunghe, di una durata indefinita, e particolarmente snervanti: costante uso di igienizzanti o alcol per le mani dopo essere passati piatti e vivande, porte chiuse delle stanze dove soggiornano i positivi, mascherine anche in casa e poi l’impossibilità di un semplice abbraccio o di un tenero bacio.

La situazione in provincia di Trapani, ma soprattutto ad Alcamo, appare sotto controllo, dicono i sanitari dell’ASP, ma in una condizione in cui non bisogna assolutamente commettere leggerezze: potrebbe precipitare da un momento all’altro. I focolai sembrano circoscritti a quelle due o tre famiglie. Poi ci sono i casi di coloro che sono rientrati da fuori, che sono andati subito in isolamento e che poi sono risultati positivi. Sono tre studenti universitari e un autotrasportatore.

Volendo infine dare uno sguardo all’età degli alcamesi finora contagiati viene fuori che quattro sono i più anziani: il novantunenne e la donna di 82 anni, deceduti in ospedali di Trapani e Palermo, un settantatreenne nonché un uomo quasi settantenne. Poi si scende alla fascia che dai 60 anni ai 45 anni dove rientrano dieci soggetti positivi. Quindi i più giovani, in tutto otto, dai 40 e fino ai 21 anni.