Il Circolo cittadino del Partito Democratico di Castellammare del Golfo ha rinnovato la propria segreteria, approvata all’unanimità dai tesserati su proposta del segretario Alessio Navarra, riconfermato alla guida. Lo affiancano Bouchra Essalhi come vice-segretaria, Marilena Titola come presidente del Circolo, Luana Mione tesoriera, Alessandra D’Anna e Domenico Grassa, ognuno con deleghe tematiche. Dietro il rinnovamento, però, c’è un filo di continuità politica. Navarra, ingegnere ambientale, è stato presidente dell’associazione politico-culturale Cambiamenti e nel 2023 correva alle amministrative nella lista a sostegno di Lo Porto sindaco, insieme a Mione e D’Anna. Un gruppo che oggi approda ufficialmente nel PD, segnando un ritorno nell’alveo del centrosinistra dopo l’esperienza civica.
Tra i volti con un passato istituzionale, Marilena Titola: candidata alle comunali del 2018 con Nicola Coppola sindaco nella lista Castellammare 2.0, fu la più votata in assoluto tra i consiglieri comunali alle elezioni del 10 giugno, poi consigliera d’opposizione nella giunta Rizzo. Pochi mesi dopo lasciò il gruppo dichiarandosi indipendente e “svincolata da qualsiasi partito o movimento civico”. La giovane Bouchra Essalhi, vice-presidente della Consulta giovanile comunale, incarna invece la fascia generazionale più fresca del gruppo. Luana Mione, ingegnere con ruoli tecnici e amministrativi, si occuperà di urbanistica e mobilità; Alessandra D’Anna, impegnata da anni in progetti formativi e culturali, curerà eventi e iniziative politiche; Domenico Grassa, avvocato con esperienza di consulenze per enti pubblici, seguirà i rapporti con le associazioni e le politiche sociali. «Vogliamo rendere il Circolo un punto di riferimento politico, sociale e culturale per Castellammare del Golfo — afferma Navarra — promuovendo partecipazione, trasparenza e dialogo».
Un obiettivo dichiarato che suona come una promessa di discontinuità, ma che in un panorama politico cittadino spesso dominato da ricomposizioni e rientri strategici, lascia aperta la domanda su quanto il cambiamento sarà reale. Dopo anni di civismo sparpagliato e alleanze a geometria variabile, il PD tenta di rimettere ordine nella propria casa. Ma, come sempre, la vera sfida resta cambiare il modo di fare politica, in un clima sempre più sfiduciato e con sempre meno elettori interessati.