Il Comune di Castellammare del Golfo si costituirà parte civile al processo che si accinge a partire a carico di quattro indagati per i maltrattamenti subiti dagli anziani nella comunità-alloggio “Rosanna”. Ad annunciarlo è lo stesso sindaco Nicola Coppola dopo aver avuto notizia della chiusura delle indagini da parte della Procura di Trapani, preludio molto probabilmente al rinvio a giudizio dei personaggi coinvolti nell’inchiesta portata avanti dai carabinieri della Compagnia di Alcamo. “Il Comune si costituirà parte civile al processo – afferma Coppola – poiché la nostra comunità è stata davvero danneggiata dall’immagine venuta fuori dopo l’arresto di 4 persone accusate di maltrattamenti ai danni degli anziani ospiti di una comunità alloggio. La nostra è una città solidale e laboriosa che ha sofferto molto per la terribile immagine di violenza rimbalzata a livello nazionale ma la comunità ha risposto mostrando il vero volto di Castellammare, facendo sentire la  vicinanza ed il nostro affetto agli anziani regalando presenza ed ascolto in più di una occasione”. Maltrattamenti fisici e psicologici sono stati documentati dai carabinieri per settimane e nel novembre scorso scattò l’operazione che portò agli arresti di Rosanna Galatioto, 48 anni, che gestiva la casa di cura, Anna Maria Bosco, 46 anni, Matteo Cerni di 66 anni, tutti e tre di Castellammare del Golfo, e Antonietta Marianna Rizzo, 31 anni, di Alcamo. Per loro l’accusa è di sequestro di persona, violenza privata pluriaggravata continuata e maltrattamenti nei confronti degli anziani ospiti della comunità. Dopo gli arresti la struttura è stata sequestrata ed affidata ad un amministratore giudiziario nominato dalla Procura. “In questi mesi tanti concittadini, in modo ammirevole e in più di una circostanza, si sono spesi per far sentire la loro presenza, il ‘no’ di Castellammare alla violenza, offrendo un abbraccio, un sorriso, un po’ di tempo ai nostri nonni, nostra preziosa memoria – aggiunge il primo cittadino -. Iniziative di solidarietà alle quali abbiamo partecipato, partite spontaneamente da alcuni cittadini e poi condivise da tantissimi che hanno voluto rimanere vicini ai più deboli. Una risposta della società civile, della Castellammare che replica con il cuore a chi vuole tacciare di negatività la nostra comunità facendo da scudo a chi subisce violenza. Questa è Castellammare e proprio per questo ci costituiremo parte civile nel processo”. I quattro indagati avrebbero fatto ricorso spesso alle minacce per evitare che gli anziani potessero dire qualcosa ai parenti. Anzi, quando questi si ribellavano venivano per l’appunto sottoposti ad angherie anche peggiori. Tra gli episodi più terribili che sono stati raccontati dal Gip quello che un’anziana veniva schiaffeggiata e derisa perché con problemi di incontinenza e sporcava continuamente il pannolone; oppure ad un altro degente veniva fatto pulire con il corpo la saliva che accidentalmente perdeva dalla bocca e finiva sul pavimento. Tanto che lo stesso gip paragonava la casa di cura a un “lager”.

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