Castellammare del Golfo, tariffe rifiuti più leggere ma per i cittadini è “meno di una carezza”

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Qualche euro di risparmio per i cittadini, per alcune tipologie di attività commerciali invece importanti ritocchi all’ingiù. Le nuove tariffe sui rifiuti, appena approvate dalla giunta guidata dal sindaco Nicola Coppola, sorridono di più alle utenze non domestiche rispetto che alle famiglie che probabilmente si sarebbero aspettate qualcosa di più dal momento che il Comune dallo scorso anno ha avuto grossi risparmi dopo essere fuoriuscito dall’Ato, cosa che gli ha permesso di affidare in appalto diretto il servizio di raccolta e smaltimento della spazzatura ad una ditta privata con un risparmio annuale di circa 700 mila euro. Nonostante ciò per le utenze domestiche il taglio medio oscilla attorno al 2-3 per cento, a seconda del numero dei componenti: ma si traduce ad esempio per la tariffa fissa a risparmi di 10 centesimi a metro quadrato e nella parte variabile a non più qualche manciata di euro. I maggiori sgravi vanno alle tipologie di famiglie da due o più componenti, oppure alle abitazioni dove l’utente non risulta residente. Il minor abbattimento invece a chi vive solo in casa che nella parte fissa della tassa potrà risparmiare non più di 8 centesimi a metro quadro. Storia diversa invece per le utenze non domestiche che in alcuni casi arrivano a vedersi tagliare anche un euro metro quadro. E’ il caso ad esempio delle mense, hamburgherie, birrerie, ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, bar, pasticcerie, ortofrutta, pescherie, fiorai e pizza al taglio le cui tariffe calano per l’appunto da un euro a 80 centesimi. Diminuzione importanti anche per altre attività come ipermercati, supermercati, panifici, macellerie, salumerie, pastifici, negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie e stabilimenti balneari a cui invece il taglio ha pesato per 50 centesimi sempre per metro quadro. Per tutte le altre tipologie ci sono sempre diminuzioni in tutti i casi ma sicuramente più contenute e mediamente sono dai 10 ai 30 centesimi massimo al metro quadrato. La tariffa più bassa resta quella ai locali strumentali all’impresa agricola pari a 1,05 euro a metro quadro, quella più alta invece a mense, birrerie, hamburgherie, ortofrutta, pescherie, fiorai e pizza al taglio che invece pagano 17,4 euro a metro quadro. Per il 2018 il Comune sborserà, come da piano approvato dalla giunta, quasi 2,5 milioni di euro, di cui 1,2 come quota fissa della tassa a cui si aggiungono 722 mila euro pagati dai cittadini e altri 523 mila euro che invece sono a carico delle utenze non domestiche. Ora la palla passa al consiglio comunale per l’approvazione definitiva, convocato pr questa sera, dove il sindaco non ha più una maggioranza da tempo ma viaggia su numeri risicatissimi che creano un clima di totale incertezza: “Proveremo ad invertire questa rotta compatibilmente con gli strumenti che avremo a disposizione – afferma il consigliere di opposizione Peppe Fausto, esponente di Forza Italia -. Credo che i minori costi della tassa rifiuti vadano spalmati anche sulle utenze domestiche con maggiore incisività dal momento che già lo scorso anno le attività commerciali hanno goduto di importanti diminuzioni”. “Mi auguro che i costi restino questi da qui a fine anno – aggiunge preoccupato il primo cittadino – perchè quello dei rifiuti in Sicilia è un sistema fuori controllo. Speriamo poi di poter aumentare la quota di raccolta differenziata, questa credo sia l’unica strada oramai”.