Castellammare del Golfo-Recuperato bene di mafia, diventa un orto sociale

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Diventa produttivo il bene sequestrato alla mafia di San Paolo della Croce a Castellammare del Golfo. Dopo un recupero per la bonifica del sito, durato per diversi mesi, questa mattina il prefetto di Trapani Leopoldo Falco (nella foto) ha tenuto a battesimo ufficialmente l’avvio dell’attività agricola. Qui da oggi si coltivano pomodori, zucchine, meloni, melenzane ed altri ortaggi ancora. Serviranno a sfamare famiglie indigenti che in proprio si prenderanno cura di un pezzo di terreno su iniziativa dell’Unione delle famiglie a cui è stato consegnato il bene strappato a boss del calibro di Mariano Saracino e Giuseppe Pisciotta, entrambi condannati per mafia ed imprenditori edili in affari con il numero uno di Cosa nostra Matteo Messina Denaro, come appurato dalla Direzione investigativa antimafia.
Il lavoro fatto fino ad oggi dalla Cooperativa è stato davvero notevole. Infatti il terreno, abbandonato da oltre una decina di anni, era totalmente nel degrado. Pian piano è stato bonificato sino al risultato di oggi. Ha mostrato particolare apprezzamento per questo obiettivo il prefetto.
Proprio per quest’occasione il sindaco Nicola Coppola ha avuto modo di interloquire con il prefetto per parlare di un progetto che si sta realizzando in un altro terreno sequestrato alla mafia. Si sta infatti pensando a costruire un rifugio sanitario, una sorta di canile che Castellammare gestirebbe in cooperazione con la vicina Alcamo. L’Enpa, l’ente protezione animali, ha già consegnato al Comune il progetto in forma gratuita. In questo modo si realizzerebbe il doppio obiettivo non solo di recuperare un bene che era della mafia ma anche di concretizzare un’opera pubblica di estremo interesse considerando l’entità del fenomeno del randagismo a Castellammare.