Castellammare del Golfo-Finisce l’era di Papirolandia, bene revocato

CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Il Comune ha revocato l’assegnazione di Papirolandia a padre Antonio Garau, fac totum dell’associazione Jus Vitae. Il provvedimento è stato confermato dal sindaco Nicola Coppola il quale era andato su tutte le furie o scorso anno quando, a seguito di un’inchiesta giornalistica, venne fuori che nello spiazzo antistante la struttura venivano essiccati i pomodori. Ad essere stati fotografati chili e chili di pomodoro lasciati in bella vista ad essiccare nel piazzale interno di “Papirolandia”, sulla spiaggia di Guidaloca, a Scopello. Un bene confiscato alla mafia ed assegnato dal Comune di Castellammare del golfo alla Associazione Jus Vitae che da anni lo utilizzava nel periodo estivo per organizzare colonie per i bambini. “Confermo che la revoca è stata formalizzata – afferma il primo cittadino – e già la prossima settimana metteremo a bando il bene per assegnarlo ad un’altra associazione a scopi sociali”. Papirolandia era, prima del sequestro e della confisca, l’ex discoteca Piro Piro, e dopo essere stata strappata alla mafia venne affidata una decina di anni fa a don Antonio Garau per svolgere attività sociali rivolte ai bambini le cui famiglie non potevano permettersi di portare i figli al mare. Per alcuni anni ha funzionato, grazie ai volontari di Jus Vitae e del servizio civile, ma ormai è sostanzialmente abbandonata. “Abbiamo provveduto a comunicare alla Prefettura la nostra intenzione di revocare l’affidamento del bene confiscato alla mafia all’associazione Jus vitae diretta da padre Garau – aggiunge il primo cittadino -. Avevamo più volte chiesto la restituzione della struttura al Comune poiché l’associazione non era più in grado di gestirla, ma poiché questo non è avvenuto abbiamo comunicato all’Agenzia per i beni confiscati alla mafia la nostra intenzione di revocare la concessione all’associazione”. All’interno di Papirolandia c’erano anche un parco giochi, una piscina, si svolgevano laboratori artistici, c’era la musica e si vede tuttora il campo di calcetto. Oggi è lasciata al destino di chi la usa impropriamente. La struttura tre anni fa era stata anche travolta dal fiume di fango a causa del maltempo con diversi danni. Rispetto a quanto scoperto lo scorso anno aveva espresso il suo sconcertato il sindaco: “Un bene confiscato alla mafia – aveva detto – deve essere una risorsa per la collettività. Per questo ho da tempo chiesto all’associazione Jus vitae, diretta da padre Garau, che non è più in condizioni di gestire il bene, di riconsegnarlo al Comune. Ho chiesto più volte la restituzione anche perché diverse associazioni che operano nel sociale sono disponibili a gestire la struttura”.