Castellammare del Golfo-Dipendenti comunali licenziati, si finisce in Cassazione

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Finisce in Cassazione il caso di uno dei dipendenti del Comune di Castellammare del Golfo licenziati in tronco dall’amministrazione comunale. Si tratta di Vincenzo Bonventre, funzionario del municipio sino al 2014, rimosso a seguito di un lunghissimo braccio di ferro durato per anni al Comune.

Lo stesso Bonventre ha presentato ricorso alla suprema corte, lo stesso invece pare non abbia fatto il suo collega, anch’esso licenziato, Antonino Palmeri. La storia dei due è legata a doppio filo e ebbe inizio nel 2005 quando furono accusati di aver favorito una persona coinvolta nell’inchiesta di mafia denominata «Tempesta».

Bonventre e Palmeri erano stati sospesi dal servizio nel gennaio del 2005, dopo l’emissione del provvedimento cautelare in carcere, ed erano stati successivamente reintegrati. Secondo l’accusa i due dipendenti comunali dell’Ufficio Tecnico, grazie alla loro posizione, avrebbero aiutato un boss arrestato nell’operazione “Tempesta”, ma i giudici stabilirono successivamente che non favorirono Cosa Nostra.

Tutto ruotava poi attorno ad una concessione edilizia data ad un presunto affiliato alla cosca mafiosa che pare non si potesse rilasciare considerata successivamente però legittima.  In primo grado Bonventre e Palmeri vennero condannati per abuso d’ufficio ma cadde l’accusa di favoreggiamento alla mafia.

In secondo grado addirittura arrivò la prescrizione e i reati furono dichiarati estinti. Nel 2013 fu fatto un accordo transattivo per il reintegro dei due dipendenti ma a sorpresa, nel gennaio del 2014, per i due scattò il licenziamento senza neanche preavviso.

Da qui è nata una nuova odissea giudiziaria per i due ad oggi ex dipendenti del Comune che dal canto loro chiedono giustizia: “Parole d’ordine del Comune di Castellammare del Golfo sono legalità, trasparenza e correttezza – scrive oggi dal suo profilo facebook Bonventre -, vigilate dalla commissione anticorruzione ma se il risultato è questo me ne vergogno e sono profondamente indignato”.

Parallelamente c’è anche un’altra guerra in atto ed è quella avviata dal Comune per il recupero di 50 mila euro quale risarcimento riconosciuto al Comune per danno erariale commesso dai due ex dipendenti. Soldi che però non sono mai stati liquidati all’ente municipale che per questo motivo ha deciso di dare incarico ad un proprio legale, Alessio Alessandra, per attivare un’esecuzione forzata per il recupero delle somme.