Castellammare del Golfo: depuratore, si rischia grosso?

CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP) – Rischia di andare in fumo un investimento da 18 milioni di euro. E che investimento: il nuovo depuratore, quello che dovrebbe finalmente far superare i problemi di smaltimento reflui che ad oggi costituiscono un danno per l’ambiente. L’allarme viene lanciato dalle forze di opposizione in consiglio comunale in riferimento alla decisione dell’amministrazione, avallata dalla maggioranza, di cambiare il sito nel quale ubicare l’impianto. “Non si sono fatti scrupolo – accusa il consigliere comunale Angelo Palmeri (nella foto) – nel gettare alle ortiche 5 anni di duro lavoro da parte dell’amministrazione precedente, sbarazzandosi di un progetto finanziato e pronto per andare in gara. Con la presa d’atto del consiglio comunale del nuovo progetto sul depuratore il rischio che l’opera non si realizzi diventa altissimo”. A detta delle forze di opposizione la manovra appena concretizzata dal Comune porterà l’iter burocratico al punto di partenza con il rischio quindi che si possa perdere il finanziamento. “Arriva la conferma, qualora ne avessimo avuto bisogno, – aggiunge Palmeri – che questa classe politica è assolutamente inadatta ad amministrare la cosa pubblica. La modalità con cui è stata gestita quest’opera di fondamentale importanza per lo sviluppo del nostro Paese ne è la riprova”. Il progetto, essendo Castellammare in procedura di infrazione comunitaria perché non provvista di impianto di depurazione, è stato finanziato con la delibera Cipe numero 60 del 2012. Nel nuovo progetto, che però secondo l’amministrazione non ha ricevuto alcuna modifica sostanziale e quindi non si rischia nulla, sono stati eliminati alcuni impianti per economizzare e superare alcune criticità e deciso per l’installazione a gravità del collettore principale, che si svilupperà da via Medici fino al nuovo impianto di depurazione, in sostituzione della condotta in pressione, tale da giungere ad una quota di ingresso del nuovo impianto di depurazione da allocare nell’area antistante all’ingresso delle gallerie previste nel progetto, cioè scavando a cielo aperto sull’ammasso roccioso da quota 13 metri sul livello del mare a quota 3 metri.