Castellammare del Golfo: chiesa Anime Sante e granai, progetto di salvaguardia

Un piano per tutelare la storica chiesa delle Anime sante del Purgatorio e gli antichi granai. L’iniziativa è del Comune di Castellammare del Golfo che dà quindi vita ad un progetto che sia in grado di tutelare un pezzo importante della storia del paese e che potrebbe diventare veicolo di turismo nell’immediato e prossimo futuro. L’amministrazione comunale sta predisponendo un progetto complessivo che riguarda il restauro e la riqualificazione della chiesa e la valorizzazione e fruizione degli antichi granai rinvenuti nell’area adiacente. Il primo passo sarà però quello anzitutto di dare vita a dei lavori urgenti per la salvaguardia della copertura e del prospetto del luogo di culto, deteriorati visibilmente dal degrado del tempo e degli agenti atmosferici. Un’iniziativa che sta andando a passo spedito tanto che è stato già nominato il responsabile unico del procedimento relativamente alla realizzazione del progetto: si tratta dell’ingegnere Simone Cusumano in servizio presso il III Settore dei Lavori pubblici del Comune. Accanto però ai lavori di somma urgenza ci saranno anche quelli che mireranno a salvaguardare il recupero e la fruizione dei granai ritrovati a Castellammare del Golfo ritrovati ad ottobre del 2012, nel centrale corso Garibaldi, durante i lavori di metanizzazione eseguiti dalla ditta GasNatural. All’inizio di quest’anno sul territorio castellammarese sono state ritrovate altre due fosse granarie in pieno centro storico. I primi due granai sono venuti alla luce ad ottobre del 2012, in corso Garibaldi, durante i lavori di metanizzazione del paese. Dopo il ritrovamento, l’amministrazione comunale ha incaricato un geologo per verificare la presenza di eventuali altre cavità sotto l’asfalto. Grazie ad una indagine geoelettrica sono state ritrovate altre due fosse: sono ad una distanza progressiva di circa undici metri, in asse con le prime due ritrovate. Hanno un diametro alla base di circa 10 metri e mezzo, una profondità di circa 9 metri con una apertura superiore di circa 1 metro e 60 centimetri. Una fossa è integra e di agevole accesso, mentre l’altra ha parte della volta rovinata ed è completamente piena di terra e detriti. Per il Comune si tratta di ritrovamenti di grande importanza storica e culturale. Il dirigente dell’ufficio Tecnico ha seguito in dettaglio la messa in sicurezza delle prime due fosse ritrovate, che sono state recintate e al momento chiuse con un collare esterno, in modo da non permettere che vengano danneggiate. Il sindaco Nicola Coppopla ha già avuto modo di annunciare che proseguiranno i sondaggi del terreno ma l’intenzione è quella di prevedere, concordandola con la soprintendenza, una riqualificazione urbana della zona che consenta una futura fruizione degli splendidi granai. Le antiche fosse granarie furono utilizzate presumibilmente fino al 1800 ma la datazione sulla loro costruzione è incerta: dovrebbero risalire ad un epoca che va dal 1300 al 1500.