Castellammare del Golfo, affaire eolico. Il sindaco: “Su dirigente Comune al via verifiche”

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Verifiche sulla posizione del responsabile di Settore Angelo Mistretta. L’input arriva dal sindaco Nicola Rizzo e il compito è stato affidato al segretario generale del Comune Manlio Paglino. A lui l’incarico di acquisire ogni utile informazione documentale sulla vicenda che ha travolto il burocrate, il cui nome è spuntato nell’ambito della recente indagine su Vito Nicastri, il discusso imprenditore alcamese dell’eolico che ha finito per mettere nei guai le alte sfere della politica e addirittura dello Stato. Su Mistretta, che risulta formalmente tra i 9 indagati, aleggia l’ingombrante ipotesi di aver avuto una “mazzetta” per far viaggiare speditamente progetti riguardanti proprio la materia dell’eolico. Il 62enne all’indomani della bufera ha voluto incontrare al Comune di Castellammare del Golfo tutti i dipendenti del settore che guida, l’Urbanistica e i Lavori pubblici. Ha riferito di essere estraneo ai fatti e di poter chiarire la propria posizione. “Al segretario generale – afferma il sindaco Nicola Rizzo – ho dato incarico di acquisire tutte le informazioni al riguardo. Al momento non abbiamo alcuna informazione ufficiale dagli organi inquirenti”. Mistretta, che in passato è stato assessore alla Provincia regionale di Trapani, da poco tempo ha avuto affidato tale incarico al Comune di Castellammare del Golfo. La vicenda che lo vede al centro di questa indagine riguarda il periodo in cui era a tempo pieno ancora al Comune di Calatafimi, dove ancora parzialmente lavora e con cui chiuderà il suo mandato da burocrate il prossimo 28 aprile allo scadere del mandato dell’attuale sindaco Vito Sciortino. Il dirigente aveva competenza anche in materia di energia rinnovabili e avrebbe incassato, sulla base di quanto viene riportato nell’ordinanza della Procura di Palermo, direttamente sul proprio conto corrente, dall’agosto del 2015 sino al settembre del 2018, bonifici per un ammontare di 115 mila euro provenienti da una società riconducibile Nicastri. L’ex assessore provinciale avrebbe rilasciato diverse autorizzazioni a costruire delle torri eoliche di un’altra società, che sarebbe stata a sua volta di proprietà della famiglia di Paolo Arata, pure lui indagato, ex deputato di Forza Italia responsabile del programma della Lega sull’Ambiente. Arata, secondo l’accusa, sarebbe stato in affari con Nicastri e avrebbe ricevuto denaro per modificare, non riuscendovi però, una norma da inserire nel Def 2018 che avrebbe favorito l’erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili. Invischiato con lui, tra gli altri, anche il sottosegretario ai Trasporti della Lega Armando Siri, indagato per corruzione dalla Procura di Roma.